00:00La fotografia che Fondazione Prada ha raccontato finora nelle mostre nel suo osservatorio arriva
00:05anche negli spazi di largo isarco e lo fa con un progetto poderoso dedicato alla fotografia
00:10tedesca del XX secolo che parte dall'idea della tipologia, ossia della documentazione
00:15ripetuta di un solo tipo di soggetti. Il principio è nato nel 600 per la classificazione
00:20botanica delle piante. In ambito fotografico è stato reso celebre e seminale da Bernd
00:25e Illa Becker che hanno formato generazioni di fotografi ma che a loro volta hanno tratto
00:30ispirazione dal lavoro sulle tipologie di Karl Blossfeldt e August Sander che rispettivamente
00:36in ambito botanico e sociale hanno segnato la storia della fotografia. Di tutti questi
00:40progetti la mostra Tipologie in Photography in 20th Century Germany curata da Susan Pfeffer
00:45dà un'ampia testimonianza. La mostra occupa i due livelli del podium la cui struttura
00:49appare completamente cambiata da una serie di interventi allestitivi mobili ed è vastissima
00:54con oltre 600 opere di 25 artisti. Si può dire che lo stesso approccio al progetto sulle
00:59tipologie non poteva che essere tipologico anche nel rispetto di una volontà, per così
01:04dire, mimetica che Fondazione Prada ha sempre avuto nei confronti delle proprie mostre.
01:08Ma quello che colpisce di più è come la densità seriale dei lavori anziché risolvere
01:12una tematica, ne amplifichi invece il mistero, ne allarghi lo spazio simbolico e apre alle
01:17porte una serie di domande che partono dai soggetti delle opere per poi allargarsi al
01:21medium fotografico e infine, per esempio di fronte all'Atlas di Gerhard Richter, arrivare
01:26alle questioni più profonde sulla sconfinata oscurità del cuore umano. Grande spazio e
01:31grande formato fotografico è riservato ai lavori di alcuni dei più celebri allievi
01:35dei Becker all'Accademia di Düsseldorf come Andras Gursky, Kandida Röfer, Thomas Roof
01:40o Thomas Struth, tutti presenti con le loro opere più celebri che si inseriscono alla
01:44perfezione nel tema della tipologia in una maniera che è così evidente da farci sospettare
01:49che proprio questo principio seriale possa essere il motore di tutta la fotografia contemporanea
01:54intesa come arte. Perché poi ci sono anche gli sconfinamenti nel territorio del concettuale,
01:59per esempio con le raccolte di immagini di Hans Peter Feldman, ma perfino con i ritatti
02:03di famiglia di Christian Borchardt o dello stesso Struth o ancora con i commoventi e inafferabili
02:08Concord fotografati da Wolfgang Tillmans. Ma è possibile che la sensazione più forte
02:13con cui si lasci la mostra, che per ricchezza e intensità richiederebbe probabilmente
02:17anche una serialità nelle visite, sia quella di un'esposizione che anche un esame di coscienza
02:22della stessa Germania, dei suoi artisti o forse più che un esame, una sorta di messa
02:27nudo di ciò che ha significato essere tedeschi nel Novecento o, perfino, per dirlo in un
02:31altro modo, un catalogo di cosa si proverebbe se vivessimo dentro un saggio filosofico di
02:36Walter Benjamin, che poi equivale a essere costretti a guardare con lucidità dentro
02:41noi stessi, come se tutto il progetto espositivo a un tatto si rivelasse essere un misterioso
02:46e segreto grande specchio per ognuno di noi.
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