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  • 11 ore fa
“È stata una grande gioia lavorare con Paolo, perché è un regista che ho sempre stimato molto, ha veramente una capacità di scrivere trasformando i pensieri in azione, che è quello che il cinema deve fare secondo me. Come dicono gli americani: ‘show, don't tell’. E lui lo fa in un modo incredibile”. Così Stefano Accorsi sul red carpet della Festa del Cinema di Roma, parlando della sua prima esperienza con il regista Paolo Genovese, il cui film ‘Il rumore delle cose nuove’ ha aperto la 21ma edizione. “Lui riesce a spaziare fra i generi, fra le storie -ha aggiunto Accorsi- E questa è una grande capacità”. E sulla possibilità di passare dietro la macchina da presa, Accorsi spiega: “Quando mi chiedono alle volte ‘ma tu quand'è che fai il tuo primo film da regista?’ io rispondo a tutti che non basta saper fare un film per essere un regista, bisogna avere una vocazione, come per essere attore. Sono due cose diverse. Ci sono dei registi che quando ti fanno vedere la scena ti dicono ‘io non la so recitare’, però la sanno dirigere. E così è il contrario, secondo me. In quel senso bisogna mantenere un po di lucidità. Soprattutto quando si lavora con dei registi come come Paolo Genovese, ci si rende conto di che cosa sia un regista”.

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Trascrizione
00:00Nel centro di questo film ci sono delle bugie che mettono scompiglio nelle coppie, sono apparentemente tranquille,
00:08quindi ti voglio chiedere se in amore, secondo te, le bugie sono ammesse.
00:12Allora, dunque, ci sono delle bugie e dei non detti.
00:18Io non credo che in amore si debba dire tutto, a parte che non basterebbero le 24 ore della giornata
00:24se uno dovesse dire tutto.
00:25Ci sono anche delle cose che uno non dice alle volte perché pensa che sia meglio per l'altra persona,
00:31ma non parlo solo di tradimenti.
00:33È vero che anche quelle possono portare delle conseguenze non piacevoli, così come invece alle volte non dire qualcosa può
00:39aiutare la persona che si ama magari a non avere un peso in più da gestire.
00:44Quindi, sai, è un tema controverso. Io non credo, però, che sia indispensabile dire tutto. Anche un po' di mistero.
00:52Questa tua prima volta con Genovese come è stata?
00:55È stata una grande gioia lavorare con Paolo perché è un regista che ho sempre stimato molto, perché veramente ha
01:01una capacità di scrivere,
01:04trasformando i pensieri in azione, che è quello che il cinema deve fare, secondo me.
01:09Come dicono gli americani, show, don't tell. E lui lo fa in un modo incredibile, secondo me, e poi riesce
01:16a spaziare fra i generi, fra le storie.
01:18E questa è una grande capacità. Quando mi chiedono alle volte, mi dicono, ma tu quando hai fatto il tuo
01:22primo film di regista?
01:23Io gli dico a tutti, ma io li vedo i registi bravi. Cioè, non basta saper fare un film per
01:27essere un regista.
01:28Per essere un regista bisogna avere una vocazione del tutto, come per essere attore. Sono due cose diverse.
01:35Ci sono degli registi che quando ti fanno vedere la scena ti dicono, io non la so recitare, però la
01:39sanno dirigere.
01:40È il contrario. Secondo me, in quel senso, bisogna mantenere un po' di lucidità, soprattutto quando si lavora con dei
01:47registi come Paolo Genovese,
01:48ci si rende conto di che cos'è un regista.

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