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00:08E' ben ritrovati in diretta su class CNBC Insurance Day, giornata dedicata alla rivoluzione,
00:14all'impatto che la tecnologia, l'intelligenza artificiale stanno avendo sul settore delle
00:19assicurazioni ma anche nuovi bisogni. Abbiamo fatto un bilancio con i numeri di Accenture
00:26su quali sono le nuove sfide, ma ora il dialogo con le istituzioni. Poco fa Maddalena Arbiti
00:31di Ivas, ora ci ha raggiunto in studio Giovanni Liverani, presidente di Ania. Benvenuto, un
00:36grande piacere. Grazie, buongiorno a tutti. Allora presidente, parto subito perché poco
00:41fa Maddalena Arbiti ha detto che l'intelligenza artificiale è in una nuova natura, sta cambiando,
00:47sta impattando il settore. L'ha paragonata anche al climate change, quindi ci sono tante
00:54sfide. Ora, partirei però dal suo commento, il suo bilancio sullo stato di salute del settore
01:02assicurativo. Poco fa Accenture ci ha detto che siamo in un ciclo d'oro per i servizi finanziari.
01:08Sul fronte dell'Associazione Italiana degli Assicuratori, come stiamo andando? Che momento
01:13è questo? Innanzitutto una battuta. L'intelligenza artificiale è un'innovazione tecnologica dirompente,
01:19non la paragonerei al climate change, che è una cosa molto negativa, di cui evidentemente
01:23magari parliamo anche dopo. La salute del settore è buona. Il settore assicurativo italiano
01:29ha dei fondamentali che funzionano molto bene. Siamo cresciuti anche l'anno scorso del circa
01:34il 7,5%, sia nel ramo vita che nel ramo danni, con buoni tassi di crescita. Abbiamo anche una
01:41buona attrattività verso i mercati finanziari dal punto di vista della reddittività, perché
01:47abbiamo fatto circa 11 miliardi e mezzo di utili. La solidità del settore, cosa che è molto
01:53importante, perché quando si parla di assicurazione bisogna essere sicuri che siano lì sempre e
01:58comunque in qualsiasi scenario, anche i più stressati, è ottima. 274% di solvency ratio
02:04significa che abbiamo investito nel settore più di due volte e mezzo il capitale necessario
02:10comunque per funzionare, senza sorprese per i nostri assicurati. È una situazione che forse
02:16nel secondo semestre di quest'anno subirà qualche pressione, perché ci sono state molte
02:24catastrofi naturali, luglio-agosto. Penso che chiuderemo l'anno con complessivamente per
02:29l'Italia 16 miliardi di danni derivanti dalle grandinate e dagli eventi atmosferici estremi
02:35di quest'estate, che è stata un'estate molto molto lunga e molto molto calda e quando succede così
02:40succedono i disastri atmosferici. Per il settore assicurativo pensiamo che i bilanci avranno un
02:47impatto di circa 4 miliardi, che non è molto rispetto ai 16 miliardi, ma semplicemente perché
02:53gli italiani si assicurano molto poco e questo è uno dei problemi che noi abbiamo. Quindi il settore
02:58è in ottima salute, è anche una grande, e questo non lo si dice molto spesso, lo voglio dire in
03:05ogni
03:05occasione in cui parlo, è anche una grande infrastruttura di resilienza per il nostro Paese
03:13che non si vede, che è silenziosa, ma c'è e quindi consente a famiglie e imprese di ricevere l
03:21'anno scorso
03:21per esempio 42 miliardi di risarcimenti per 18 milioni di sinistri che consentono sostanzialmente
03:29alle imprese di ripartire dopo una catastrofe naturale, alle famiglie di mitigare un evento avverso
03:35nella loro vita quotidiana e a tanti tanti lavoratori, non tanti quanti dovrebbero, ma tanti lavoratori
03:43di avere una pensione integrativa quando vanno in pensione.
03:45Questa eterna sottoassicurazione degli italiani rispetto a quella che è la tradizione diciamo
03:53europea, più che altro è un mito europeo, sta venendo un po' meno dal suo punto di vista
04:00o è sempre molto forte questa differenza?
04:03Sì, sì, sta venendo un po' meno lentamente. Non è vero che gli italiani non siano consapevoli
04:10dei rischi, sanno perfettamente che l'Italia è un Paese esposto alle catastrofi naturali
04:15come il terremoto, 42% del territorio a rischio medio-alto, piuttosto che le catastrofi naturali
04:22come le frane, le alluvioni e altri tipi di queste cose che sono sostanzialmente legate
04:29a un dissesto idrogeologico che interessa circa il 91% dei comuni italiani.
04:35Però non conoscono lo strumento assicurativo che è l'unico strumento che in questo momento
04:40esiste, che razionalmente può essere utilizzato. Certo ci sono i cornezzi napoletani, ci sono
04:48gli scongiuri che si possono fare, si può andare in chiesa a pregare, eccetera, eccetera,
04:52ma questo non risolve il problema dei rischi. I rischi si risolvono affrontandoli razionalmente
04:56e lo strumento assicurativo è uno strumento molto potente perché se pensiamo che per assicurare
05:02una casa, un'abitazione dagli eventi atmosferici estremi e dalle catastrofi naturali bastano
05:06qualche centinaio di euro all'anno, ci rendiamo conto che una casa che costa qualche centinaio
05:12di migliaia di euro per essere ricostruita o riparata, l'assicurazione consente con una
05:18leva di uno a mille di proteggersi verso questa evenienza. Il conoscere lo strumento è una
05:24delle priorità che noi abbiamo, la stiamo portando avanti un po' in tutti gli ambiti
05:29in cui operiamo. Far capire soprattutto ai ragazzi, alle nuove generazioni che esiste un
05:33modo per proteggersi dai rischi, oltre alle scongiuri, alle preghiere, eccetera, eccetera,
05:38è importante e riteniamo che sia fondamentale.
05:42Ecco, è un problema, magari poi chiedo anche a Ceschi che ha la presa diretta delle società
05:50con cui lavoro, è un problema di scalza cultura di base e quindi in tal senso il lavoro che
05:56state facendo con le scuole o c'è anche una difficoltà un pochettino delle compagnie
06:01a comunicare bene, a comunicare, non essere percepiti sempre con una specie di tassa
06:07annuale che il cittadino deve pagare.
06:10Ma c'è un po' di tutto, c'è sicuramente innanzitutto il fatto che si pensa che non ti
06:16capiterà, pensa che sempre l'evento avverrà per altri.
06:21Tipicamente italiano questo atteggiamento, però forse...
06:24Io ho vissuto dieci anni in Germania e vorrei dire che tante cose che consideriamo prodotto
06:30tipico italiano ci sono anche al di là delle Alpi.
06:34L'altro aspetto è che, questo è tipicamente italiano, ci si aspetta sempre che lo Stato
06:38intervenga, che ci sia una forma di dovere dello Stato di venire in soccorso alle famiglie,
06:47alle imprese nel momento in cui evidentemente sono colpite da un evento avverso.
06:54Questo c'è, c'è stato, però se uno va a vedere la situazione della finanza pubblica
07:00e l'evoluzione nel tempo di questo genere di interventi capisce che se c'è, quando
07:08c'è, arriva molto in ritardo e quindi è opportuno dotarsi di strumenti che siano
07:13più veloci, più facili.
07:15Poi sicuramente, sono il primo a dirlo, le compagnie dovrebbero comunicare in maniera
07:20molto più diretta, molto più efficace, che l'assicurazione è un prodotto che si
07:27compra, però essendo un prodotto immateriale nel momento in cui lo si compra bisogna capire
07:31che cosa si è comprato.
07:33Io non posso lamentarmi di aver pagato 1000 euro per la polizza della mia automobile se
07:39alla fine dell'anno non ho ricevuto un risarcimento di almeno 1000 euro.
07:42Perché quando ho pagato quei 1000 euro mi sono garantito la possibilità di mettermi
07:46al volante in tranquillità senza rischiare la rovina economica ogni volta che accendo
07:51l'automobile.
07:52Quello è il servizio che noi vendiamo e quello è il servizio che il cliente deve capire
07:57che sta acquistando.
07:59C'è un lavoro molto importante, molto sicuramente denso, lo stiamo portando avanti e credo che
08:05il dato che vede il mercato crescere del 7,5% anziché stagnare sta avendo successo.
08:14C'è chi voleva aggiungere su questo?
08:16Poco da aggiungere, sono ovviamente completamente d'accordo con quanto dice il Presidente, facendo
08:24anche un riferimento al mondo della previdenza, anche qui direi è un mondo su cui la comunicazione
08:30è importante, andiamo verso una demografia che ci porterà ad avere un Paese un po' più
08:36vecchio e quindi un pochino più bisognoso di certi tipi di servizio, quello che diventa
08:42fondamentale è avere cultura per poter intervenire in tempo debito e anche probabilmente a costi
08:48più accessibili per poter poi avere un servizio di copertura previdenziale nel caso della previdenza
08:56ma anche assicurativo in generale nel momento in cui ce ne sarà bisogno. Questo è un tema
09:01secondo me di sistema su cui è molto importante fare cultura e lavorare insieme, istituzioni,
09:07aziende per comunicare.
09:09Presidente, un minuto per chiudere come abbiamo iniziato, abbiamo detto cat-nut, quindi abbiamo
09:16citato anche il tema della previdenza, della curva demografica, queste sono le sfide possiamo
09:21dire del nostro Paese, ma si aggiunge il tema dell'innovazione tecnologica, quindi
09:25intelligenza artificiale. Ania, come vede questa, come sta rispondendo soprattutto anche
09:31nel nuovo valore relazionale che si deve ricostruire con l'uso dell'AI?
09:38Allora, il settore assicurativo è un settore smaterializzato fondamentalmente, quindi è un
09:43settore candidato a essere impattato dall'intelligenza artificiale in maniera significativa in tutte
09:49le sue fasi di sviluppo e questo è un dato importante, è un'innovazione dirompente, io
09:54la vedo in maniera molto positiva, noi la vediamo con grandi opportunità, ovviamente
09:58bisogna riuscire a controllarla e a essere sempre in tempo a staccare la spina nel momento
10:04in cui vada verso delle derive che non sono ovviamente quelle che sono ospicabili all'inizio.
10:11Io credo che vedremo cambiare moltissimo il settore assicurativo, credo che ci saranno
10:16dei superpoteri che verranno conferiti ai clienti in prima battuta, ma anche alle compagnie
10:24di assicurazione per gestire i rischi e per gestirli in maniera razionale, come dicevo
10:28poco fa. Penso che non bisogna aver paura dello sviluppo tecnologico, bisogna sicuramente
10:34capirlo, bisogna approfondirlo e poi bisogna utilizzarlo nell'interesse del cliente e nell'interesse
10:40della maggiore efficienza, maggiore efficacia. Credo che l'impatto che avrà sull'assicurazione
10:51deriva dal fatto che l'assicurazione fondamentalmente ha tre fattori di produzione, il primo è il
10:57capitale finanziario, senza capitale finanziario non si fa assicurazione e questo è uno dei
11:02motivi per cui dobbiamo essere attrattivi sui mercati finanziari. Il secondo sono le
11:07persone, perché sentivo parlare di fiducia dal dottoressa Rabetti poco fa e questo è
11:13un dato fondamentale, io non mi assicuro con qualcuno del quale non ho fiducia, nel quale
11:19non ho fiducia e il terzo sono i dati, la capacità di avere disponibilità di dati, avere la capacità
11:25di navigare all'interno di queste masse enormi, abnormi quasi, di dati che l'intelligenza
11:32artificiale sicuramente ci fornirà. Vedo un grande potenziale in questo terzo ambito, cioè
11:38riuscire a fare tariffazione molto sofisticata, riuscire a analizzare molto bene masse di dati
11:45che oggi facciamo fatica ad analizzare o ci mettiamo molto tempo per farlo. Vedo meno potenziale
11:53nell'utilizzo dell'intelligenza diretta, dell'intelligenza artificiale nell'area delle
11:58persone. L'assicurazione è pur sempre un fatto di fiducia e quando si tratta di fiducia
12:05c'è un bonding, un patto tra persone che è molto importante. Poi le notizie che si sentono
12:12sulla stampa in cui i giovani ragazzi si innamorano di una voce dell'incente artificiale
12:18mi fa venire dei dubbi anche su questo aspetto, ma io credo che nel caso dell'assicurazione
12:23non si tratta di flirtare, si tratta di avere fiducia nell'interlocutore che sia davanti
12:29e questo sicuramente sarà una persona dotata di quell'eso cervello, di quell'ososchelle,
12:35di quei superpoteri che l'intelligenza artificiale saprà darci.
12:39Grazie Presidente Diania Giovanni Liverani, grazie per essere stato con noi con ottimismo
12:43e umanità. Abbiamo chiuso questa sessione, grazie a Paolo Ceschi, Financial Service Lead
12:50di Accenture Italia-Grecia. Noi ci fermiamo per un istante e ripartiamo con il racconto
12:55delle compagnie. Fra poco.