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  • 12 hours ago
"Per rispetto ai magistrati, quello che ho da dire lo dico ai magistrati". Così Sigfrido Ranucci risponde alle domande sul suo rapporto con Valter Lavitola, a margine dello spettacolo 'Diario di un trapezista' a Cerveteri. "Se avessi percepito un rischio vero dalle parole di Lavitola, l'avrei denunciato. Ho sempre denunciato anche cose che riguardavano me", dice il giornalista vittima di un attentato lo scorso anno. Lavitola, amico di Ranucci, è ritenuto il mandante dai magistrati. "Io non sono puro. Sono abituato a guardare le grandi città, le più belle città, dalle grate di un tombino perché faccio questo mestiere", dice Ranucci, in merito alla sua amicizia con l'ex faccendiere. "Se potessi andare a cena con Totò Riina, io ci andrei".

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Transcript
00:00Questa roba la spiego agli inquirenti. Se avessi percepito il rischio vero dalle parole di Larito l'avrei denunciato.
00:07Ho sempre denunciato anche cose che riguardavano me.
00:11Le padroni di fare tutti i collegamenti che vi pare.
00:13Io quello che ho da dire per rispetto ai magistrati lo dico ai magistrati.
00:19Io sono abituato a guardare le grandi città, le più belle città dalle grade di un tombino perché faccio questo.
00:24Se potessi andare a cena con Totò Rina io ci andrei.
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