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  • 2 giorni fa
Li chiamano eventi catastrofali. Incendi, piogge, forti perturbazioni che probabilmente ci sarebbero stati comunque ma che diventano veri e propri disastri ambientali. Ma perché accadono con sempre maggiore frequenza? Gli scienziati non hanno dubbi. La ragione è in quel riscaldamento globale provocato dall’uomo. Tanto per capirci la temperatura della terra mediamente è salita di circa 1,5 gradi. Sembra poco ma pensate voi di vivere con la temperatura corporea a 38,5 gradi e mezzo invece che 37. Non solo. Quella è una media. La temperatura del territorio italiano, per esempio, è aumentata molto di più: siamo a quasi 2,5 gradi in più rispetto al secolo scorso. A livello continentale ci sono quelli che esperti come Filippo Giorgi, fisico dell’Accademia dei Lincei, chiamano hot spot, zone calde, punti caldi. Due molto importanti per noi sono il Mediterraneo e l’altro è l’Artico, dove la copertura dei ghiacci è la metà rispetto agli anni Ottanta. E questo significherà che mentre nei Paesi affacciati sul Mediterraneo, come Italia, Francia, Spagna, si verificheranno situazioni siccitose, la mancanza di acqua sarà la tendenza, al contrario al Nord ci saranno più piogge. Con fenomeni molto più estremi, appunto quelli catastrofali. Aver rallentato sulla transizione energetica con la sostituzione dell’energia da fonti fossili che producono anidride carbonica a quelle rinnovabili è stato un errore. Pochi sanno che l’anidride carbonica che produciamo risiede 100 anni nell’atmosfera. E quello che pensiamo sia un sacrificio, combattere il riscaldamento climatico riducendo le emissioni è in realtà un grade vantaggio che possiamo ricevere da città meno inquinate, grazie alla riforestazione la temperatura potrà abbassarsi. Le scelte sono importanti. A volte si sente dire che in fondo l’Europa contribuisce solo per il 5,9% alle emissioni globali. Adesso. Ma il contributo totale ai gas serra è stato del 22% e con uan popolazione a oggi di meno di 500 milioni. Tanto più che la richiesta di fonti rinnovabili, sotto la spinta anche di crisi come quella di Hormuz, sarà in crescita. E quindi più l’Europa sarà capace di trovare soluzioni e offrirle ad altre aree come l’Africa e l’India, maggiore sarà anche la competitività. E’ un processo lungo, ma in Cina la curva di emissioni che era in salita da molti anni adesso si è appiattita. E comunque l’alternativa non pare esserci. Pena subire quello che stiamo vedendo accade in Europa

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00:03Francia, Puglia, dove stiamo sbagliando sugli incendi e perché sono così tanti? Li chiamano
00:11eventi catastrofali, incendi, piogge, forti perturbazioni che probabilmente ci sarebbero
00:18stati comunque, ma che diventano veri e propri disastri ambientali. E perché accadono appunto
00:25con sempre maggiore frequenza? Gli scienziati non hanno dubbi. La ragione è in quel riscaldamento
00:32globale provocato dall'attività umane. Tanto per capirci, la temperatura della Terra mediamente
00:39è salita di circa 1,5 gradi. Sembra poco, ma pensate voi di vivere con una temperatura corporea a 38
00:48gradi e mezzo invece che 37. Non solo, quella è una media. La temperatura del territorio italiano,
00:55per esempio, è aumentata molto di più. Siamo a quasi 2,5 gradi in più rispetto al secolo scorso.
01:04A livello continentale ci sono quelli che gli esperti come Filippo Giorgi, fisico dell'Accademia
01:11dei Lincei, chiamano hot spot, zone calde, punti caldi. Due molto importanti per noi sono
01:19il Mediterraneo e l'altro è l'Artico. Pensate, in Artico la copertura dei ghiacci è la metà
01:27rispetto agli anni Ottanta. Questo che cosa produrrà? Produrrà il fatto che mentre nei paesi
01:34affacciati sul Mediterraneo, come Italia, Francia, Spagna, si verificheranno situazioni siccitose
01:40e quindi la mancanza di acqua sarà la tendenza, al contrario al nord ci saranno più piogge,
01:47i fenomeni saranno molto più estremi e quindi saranno eventi catastrofari. Aver rallentato
01:55sulla transizione energetica con la sostituzione dell'energia da fonti fossili, che sono quelle
02:01che producono anidrite carbonica, a quelle rinnovabili è stato un errore, diciamocelo. Pochi
02:08sanno che l'anidrite carbonica che produciamo risiede 100 anni nell'atmosfera. Quello che
02:15pensiamo sia un sacrificio combattere il riscaldamento climatico riducendo le emissioni è in realtà
02:23un grande vantaggio che possiamo ricevere rendendo le città meno inquinate. Grazie alla riforestazione,
02:31per esempio, non solo la temperatura potrà abbassarsi ma si abbasserà anche l'inquinamento.
02:37Le scelte sono importanti. A volte si sente dire che in fondo l'Europa contribuisce solo
02:44per il 5,9% alle emissioni globali. Adesso perché le abbiamo ridotte. Ma il contributo
02:52totale ai gas serra dell'Europa è stato del 22% e con una popolazione a oggi di meno
03:00500 milioni. Poi bisogna pensare che la richiesta di fonti rinnovabili sotto la spitta di crisi
03:07anche come quella di Ormoz che stiamo vedendo in queste settimane, in questi mesi, sarà in
03:13crescita. E quindi più l'Europa sarà capace di trovare soluzioni e offrirle ad altre aree
03:20come l'Africa, l'India, maggiore sarà anche la nostra competitività. Certo è un processo
03:27lungo, ma la Cina, per esempio, ha visto la curva di emissioni che era in salita, ha visto
03:34questa curva abbassarsi in questi anni, si è appiattita e comunque l'alternativa non pare
03:41proprio esserci. Pena subire quello che stiamo vedendo accade oggi in Europa.
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