Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 3 mesi fa
“Da 36 anni AIRet si occupa della sindrome di Rett, accoglie le famiglie. Ma la cosa più importante di cui ci occupiamo è la ricerca applicata proprio alla patologia. All’interno del Centro AIRet, che è stato fondato nel 2018, noi ci prendiamo cura delle bimbe, ragazzine e donne con la sindrome di Rett e ci occupiamo di progetti raccogliendo dei dati che ci servono per migliorare tutte le applicazioni che vengono studiate per le bimbe, per migliorare la loro quotidianità. Nello specifico mi riferisco anche agli strumenti di comunicazione che sono stati sviluppati per loro”. Lo ha detto Cristiana Mantovani, residente AIRett- Associazione Italiana Rett, partecipando, da remoto, al digital talk dedicato alla malattia rara, promosso da Adnkronos in collaborazione con Acadia.

Categoria

🗞
Novità
Trascrizione
00:04Devo dire che AIRET sono 36 anni ormai che si occupa della sindrome di Rett, accoglie le
00:13famiglie e si occupa di ricerca, ricerca genica, farmacologica e genetica, ma la cosa più importante
00:21di cui ci occupiamo è la ricerca applicata proprio alla patologia, per cui riferendomi alla sua domanda
00:31mi viene da dirle che all'interno del centro AIRET che è stato fondato nel 2018, noi ci prendiamo cura
00:43delle bimbe, ragazzine, donne con la sindrome di Rett e ci occupiamo delle valutazioni.
00:49Con le valutazioni noi proponiamo dei progetti, raccogliamo dei dati che ci servono per migliorare
01:00tutte le applicazioni che vengono studiate per le bimbe, per migliorare la loro quotidianità.
01:07L'impatto mi sento di dire che sia assolutamente soggettivo, perché ogni famiglia ha i propri
01:14strumenti per superare sia psicologicamente che emotivamente una malattia che ti porta a distruggere
01:26tutti i sogni che avevi verso queste bimbe che pensavi normali.
01:33E quindi diciamo che questo aspetto è diverso per ognuno di noi. Nel momento in cui andiamo
01:40ad affrontare una malattia rara, ecco che arrivano i bisogni. I bisogni quali sono?
01:48Intanto avere il punto di riferimento di un'associazione importante che possa dare delle risposte immediate.
01:57Come dire, accogliendo in modo empatico assolutamente come primo step e poi accompagnando
02:05man mano le famiglie, ma dando degli strumenti che sono importanti per la quotidianità.
02:12L'augurio più grande è una cura che possiamo essere proprio visti, visti e che possiamo dare
02:21alle nostre figlie una dignità che meritano e loro devono poter vivere e non sopravvivere
02:28come tutti noi. Quindi questo secondo me è importantissimo.
02:33E poi io mi piacerebbe pensare a mia figlia, a un futuro quando sarà più grande, sperando
02:42sempre che possa diventare più grande, di poterla vedere, continuare a stare, anche se non ci
02:51sarò più io e più mio marito nella propria casa e non in un istituto.

Consigliato