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  • 2 mesi fa
L'ARTISTA? UNO. SEMPRE LUI. O LEI. L'intelligenza Artificiale. Protagonista assoluta di un museo, solo per lei. Il primo al mondo. L'effetto è come entrare nel ventre della balena. Un ventre in eterno cambiamento. 
Come si è percepito anche in una fiera come Art Basel, l'arte digitale sta tornando a guadagnare rilevanza sulla scena internazionale con grande vivacità. E da Los Angeles arriva la notizia dell'apertura di DATALAND, Museum of AI Arts, co-fondato da Refik Anadol, pioniere e star delle creazioni artistiche tratte l'intelligenza artificiale.
La mostra che inaugura il museo è intitolata Machine Dreams: Rainforest e accoglie i visitatori in quello che si definisce "il primo museo di tutti i sensi al mondo". Un'istituzione culturale che vuole essere viva e che ragiona sull'arte come continua evoluzione, tra dati, intelligenza delle macchine, architettura e presenza umana. «Per molti anni - dice Anadol - abbiamo sognato un luogo nel quale pubblico e opere d'arte potessero fondersi completamente, un laboratorio dell'immaginazione per esplorare nuove forme di creatività».
Nella visione dei suoi fondatori, DATALAND vorrebbe essere proprio questo. Grandi spazi e opere che generano la stessa presenza dello spettatore, rimandi continui e un senso di processo che ricorda alcune delle pratiche più radicali del contemporaneo. Per provare a dare una scossa diversa al Sistema dell'arte, non solo speculativa, come era accaduto negli anni scorsi con il boom di una certa idea di arte digitale. Quando c'è di mezzo Anadol il discorso è sempre più vasto.

 

 

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00:00Come si è percepito anche in una fiera come Art Basel, l'arte digitale sta tornando a guadagnare rilevanza sulla
00:05scena internazionale con grande vivacità.
00:07E da Los Angeles arriva la notizia dell'apertura di DataLand, Museum of AR Arts, cofondato da Raffi Canadol, pioniere
00:14e star delle creazioni artistiche tramite l'intelligenza artificiale.
00:24La mostra che inaugura il museo è intitolata Machine Dreams Rainforest e accoglie visitatori in quello che si definisce il
00:31primo museo di tutti i sensi al mondo,
00:33un'istituzione culturale che vuole essere viva e che ragiona sull'arte come continua evoluzione tra dati, intelligenza delle macchine,
00:40architettura e presenza umana.
00:41Per molti anni, ha detto Anadol, abbiamo sognato un luogo nel quale pubbliche opere d'arte potessero fondersi completamente,
00:47un laboratorio dell'immaginazione per esplorare nuove forme di creatività.
00:50E nella visione dei suoi fondatori, DataLand vorrebbe essere proprio questo, grandi spazi e opere che generano la stessa presenza
00:56dello spettatore,
00:57rimandi continui e un senso di processo che ricorda alcune delle pratiche più radicali del contemporaneo,
01:03per provare a dare una scossa diversa al sistema dell'arte, non solo speculativa, come era accaduto negli anni scorsi,
01:08con il boom di una certa idea di arte digitale. Quando c'è di mezza Anadol, il discorso è sempre
01:13più vasto.
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