00:00Siamo in attesa di accogliere il nuovo anno, ma anche in queste ore il pensiero non riesce
00:06a distogliersi dalla guerra che sta insanguinando il nostro continente. Il 2022 è stato l'anno
00:14della folle guerra scatenata dalla Federazione Russa. La risposta dell'Italia, dell'Europa
00:22e dell'Occidente è stata un pieno sostegno al paese aggredito e al popolo ucraino, che
00:28con coraggio sta difendendo la propria libertà e i propri diritti. Se questo è stato l'anno
00:36della guerra, dobbiamo concentrare gli sorsi affinché il 2023 sia l'anno della fine delle
00:43ostilità, del silenzio delle armi, del fermarsi di questa disumana scia di sangue, di morti,
00:52di sofferenze. La pace è parte fondativa della identità europea e fin dall'inizio
00:59del conflitto l'Europa cerca spiragli per raggiungerla, nella giustizia e nella libertà.
01:06Si prova profonda tristezza per le tante vite umane perdute e perché ogni giorno vengono
01:13distrutte case, ospedali, scuole, teatri, trasformando città e paesi in un cumulo di
01:20rovine. Di questi ulteriori gravi danni, la responsabilità ricade interamente sull'aggressore
01:27e non su chi si difende o su chi aiuta a difendersi. Pensiamoci, se l'aggressione avesse successo,
01:36altre la seguirebbero, con altre guerre, dai confini imprevedibili. Non ci rassegniamo
01:43a questo presente. Il futuro non può essere questo.
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