(Desiree Klain) La campagna per il referendum passa anche dalle note di Lucio Battisti: Marisa Laurito e Marina Confalone intonano attorno a un tavolo di un ristorante, nel centro storico di Napoli, il ritornello della famosa canzone “Perché no” scritta da Mogol e poi esplodono in un “No” collettivo…. Non si fanno riferimenti politici, non si vedono manifesti o slogan… Una scena ironica ma tutt’altro che casuale: il coro improvvisato sembra ironicamente una risposta diretta alla canzone “Per sempre sì” di Sal Da Vinci, finita al centro del dibattito politico nelle settimane che precedono il referendum sulla riforma della magistratura.Da settimane infatti Marisa Laurito ha deciso di esporsi pubblicamente nella campagna referendaria schierandosi per il No. In un video-appello ha invitato i cittadini a difendere l’autonomia della magistratura, sostenendo che la riforma rischia di indebolire l’indipendenza dei giudici rispetto alla politica. L’attrice ha sottolineato la necessità di preservare l’equilibrio tra i poteri dello Stato e di non modificare un assetto che, a suo giudizio, rappresenta una garanzia democratica. «La giustizia – aveva detto l’artista napoletana in una delle sue testimonianze su i social - deve essere uguale per tutti. Non è uno slogan, è democrazia. Quando la giustizia si indebolisce, i cittadini diventano più vulnerabili. Difendiamo l’indipendenza della magistratura, difendiamo la Costituzione.Andate a votare». Il caso della canzone di Sal Da Vinci è esploso proprio mentre la campagna referendaria entra nel vivo. Alcuni flash mob organizzati a Roma hanno le strofe di “Per sempre sì” come slogan, alimentando la percezione che il brano potesse diventare una sorta di colonna sonora informale del fronte favorevole alla riforma.Lo stesso cantante ha, però, preso le distanze da qualsiasi utilizzo politico della sua musica. In diverse dichiarazioni pubbliche ha spiegato di non aver mai autorizzato l’uso della canzone per la campagna referendaria e di non aver ricevuto richieste in tal senso neppure dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La telefonata ricevuta dopo la vittoria al Festival di Sanremo, ha chiarito, è stata soltanto un breve messaggio di congratulazioni.A margine del conferimento della medaglia della città di Napoli al Maschio Angioino, intervenendo sulle ricostruzioni nate online, ha detto: «Giorgia Meloni mi ha chiamato per farmi i complimenti, ed è finita lì. Ho letto tante fake news, la telefonata è durata 30 secondi, aveva altre due milioni di cose più importanti da fare».
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