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  • 2 giorni fa
Artista imprevedibile, Enzo Cucchi (Morro d’Alba, Ancona, 1949) crede nei giovani, invita alla condivisione di intenti e di talenti. Solo dalla contaminazione reciproca e dalla consapevolezza che l’artista contemporaneo opera in continuità con chi lo ha preceduto, può nascere un nuovo paradigma. L’arte da vetrina dilaga ovunque, l’omologazione è il pericolo maggiore, la cosiddetta arte contemporanea rischia di essere solo un prodotto di consumo, complice la critica che si è tramutata in sistema di comunicazione. Artista apprezzato anche all’estero, dalla lunga carriera (ha cominciato con le personali nel 1977), ha stupito fin dalle prime mostre rivelando un enorme talento nel disegno, accompagnato da un linguaggio capace di toccare corde profonde. L’arte deve sempre accompagnare lo stupore, Enzo Cucchi lo sa bene, che lavori con la pittura o con i materiali più vari e in questo non ha limiti, riesce sempre a suscitare meraviglia.

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Trascrizione
00:07Che devo fare? Vi auguro buona giornata a voi, sicuramente perdete tempo a occuparvi
00:15l'arte. Una cosa è il lavoro, quello che vedete è una cosa è cercare di raccontare
00:26e spero di stare dentro a questo tipo di argomenti che di materie, di tante cose dove al mondo
00:37non gli interessa assolutamente nulla, voi volete documentare questo non nulla, quando
00:45forse era l'unica cosa che era un privilegio, forse fare qualcosa con queste cose, ma adesso
00:55non si fa più. Punto.
01:11Ma la loro bucaziesi cosa si fa come il suo ciclo, diciamo. Ecco, questa per quanto mi riguarda,
01:17è una stanta. È molto bella. Penso che è un po' come uno sportito musicale, mi sarebbe servito
01:24per immaginare eventualmente una mossa, è come dire, come aprire un concerto, dire ok,
01:30questo è il codice e poi cominciamo, boh, come, non lo so, ci va avanti. Ecco, però vedete
01:37che questa è la prima parte germinale. Guarda che stanno questa, barba di vecchio,
01:44faccio appunti, poi non faccio niente, non mi ricordo. Questo per esempio per il gatto,
01:49ma guarda come cambiano spazio, immagini a zio una ceramica che viaggia negli angoli.
01:55c'è un ragazzo sporchio perché lavoravamo, prendo appunti, però mi dimentico.
02:00Sì, un ragazzo schifoso.
02:04Sì, un ragazzo sporchio.
02:14Proporzioni che non c'è, non c'è, non c'è, non c'è, non c'è, non c'è.
02:45Autore dei sottotitoli e revisione a cura di QTSS
02:58Ecco, vedi, noi l'abbiamo fatto, non sappiamo niente, non sappiamo dove portarlo, non sappiamo
03:04come farlo vedere, davvero, io non lo so, lo faccio per me, lo faccio prima di studi
03:10per me, quindi se poi mi aiuterà ad andare in qualche luogo, questa è la mia vita, quindi
03:16è chiaro che lo farò vedere, i disegni sono fondamentali per immaginare qualsiasi cosa,
03:25il materiale è qualcosa di necessario, in realtà non ha niente a che fare con il disegno, il
03:33disegno è una cosa germinale, il materiale è qualcosa che sostiene o si dà l'illusione,
03:41è un po' come la vita o la morte, si dà l'illusione di essere vivo, in realtà sei morto,
03:45sei morto
03:46perché sei vivo, il materiale diventa semplicemente una forma di dolore, è una cosa necessaria
03:56proprio perché per sostenere la vita e la morte, si dà l'illusione.
04:44Queste cose qua ancora non ci ho pensato, quindi non c'è niente da sapere per ora, quando
04:52sono pensato, sono di loro.
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