La puntata del programma "Enigma", condotto da Corrado Augias, dedicata a Salvatore Giuliano ha analizzato i lati oscuri della vita e della morte del celebre bandito siciliano. Viene messa in discussione la versione ufficiale secondo cui Giuliano sarebbe stato ucciso in un conflitto a fuoco dai carabinieri, proponendo l'ipotesi che sia stato tradito e ucciso dal suo luogotenente, Gaspare Pisciotta, per conto di menti più raffinate. Sono stati indagati i presunti legami tra Salvatore Giuliano e la X MAS (Decima Mas), oltre ai contatti con i servizi segreti americani nel contesto del dopoguerra. La narrazione ha inserito la figura di Giuliano all'interno della complessa situazione politica siciliana del dopoguerra, tra separatismo, banditismo e la gestione del potere mafioso...
#Enigma #CorradoAugias #SalvatoreGiuliano #PortellaDellaGinestra #MisteriItaliani #GasparePisciotta #TelevisioneItaliana #ProgrammiRai #ServiziSegreti #DecimaMas #BanditismoSiciliano #SeparatismoSiciliano #Documentario #Inchiesta #CronacaNera #TrueCrime
#Enigma #CorradoAugias #SalvatoreGiuliano #PortellaDellaGinestra #MisteriItaliani #GasparePisciotta #TelevisioneItaliana #ProgrammiRai #ServiziSegreti #DecimaMas #BanditismoSiciliano #SeparatismoSiciliano #Documentario #Inchiesta #CronacaNera #TrueCrime
Categoria
🎥
CortometraggiTrascrizione
00:03Buonasera, mi diceva Francesco Cerafici che è uno degli autori del programma, in un paese
00:09diverso dal nostro un programma come Enigma non si potrebbe fare, perché la nostra è
00:15come costellata di fatti dove gli eventi realmente accaduti, la mitologia sugli eventi, si confondono
00:24le une cose con le altre tutte intrise di memoria e il passato collettivo che noi abbiamo alle
00:31spalle è fatto anche di mille ombre che si estendono su avvenimenti remoti, prossimi,
00:40recentissimi. Il fatto di cui vi parliamo stasera che poi è una strage, una strage terribile,
00:46accade mezzo secolo fa, più o meno, in Sicilia, ma non è una storia siciliana, certo è lì,
00:52i protagonisti sono siciliani, la terra è quella, ma è una storia italiana, per le
00:58ombre che ancora oggi nonostante una sentenza della magistratura definitiva abbia individuato
01:04i colpevoli, per le ombre che ancora oggi quella storia ha addosso e che noi stasera cercheremo
01:10di rievocare. Siamo nell'Italia dell'immediato dopoguerra, la strage alla quale ho accennato
01:16è quella di Portella delle Gineste, il protagonista di quella storia si chiamava Salvatore Giuliano,
01:22questo filmato ricostruisce gli avvenimenti.
01:26Primo maggio 1947, Sicilia, Portella della Ginestra. Migliaia di contadini e lavoratori
01:34di San Giuseppe Iato, San Cipirello e Piana degli Albanesi sono riuniti per la festa del
01:40lavoro.
01:43è un'antica tradizione che solo il regime fascista aveva interrotto. La guerra è finita,
01:52il fascismo è caduto, la sinistra unita nel blocco del popolo ha appena vinto le elezioni
01:58regionali. C'è un clima festoso, ma su questa folla di uomini, donne e bambini qualcuno comincia
02:07a sparare. La sparatoria va avanti per 20 minuti. 11 morti, moltissimi feriti. È una strage.
02:37le autorità non hanno dubbi. A sparare sulla folla inerme sono stati gli uomini della banda
02:42di Salvatore Giuliano.
03:08Francesco Rosi, grande regista civile, nella drammaticità di Salvatore Giuliano.
03:13la tragicità del bianco e nero di questo film che risale al 1961. Avete visto, notato
03:18quelle ombre lunghe del tramonto con quei sopravvissuti, chini sui corpi di chi era caduto, ci restituisce
03:27tutta la tragicità di quella giornata del 1947. Guardatela in questa fotografia da satellite
03:35la piana degli albanesi, la portella delle ginestre. Qui, in questo spiazzo centrale dove c'è un curioso
03:43monumento detto Sasso Barbato in memoria di un medico condotto di fine ottocento che dedicava
03:50il suo lavoro ai poveri. Qui era radunata la folla. Da questo monte si disse che fossero partite
03:59le scariche omicide. In realtà pare, ma lo vedremo meglio nel confronto al proseguo di
04:07questa puntata, che l'azione fosse stata organizzata in maniera militare per cui anche da altri fronti
04:15ci furono scariche di fucileria. Quale fucileria? Questa, guardate. Qui abbiamo le armi che vennero
04:23usate in quel primo maggio. Questo è un moschetto automatico Beretta, detto Mab e se è consentito
04:30un piccolo ricordo personale, questa era l'arma che io tanti anni fa avevo in dotazione quando
04:36facevo il soldato. Un Mab. Questo è un moschetto 91, un modello 91, cioè 1891, ma pensate che con
04:46una variante di questo modello venne ucciso nel 63 a Dallas il Presidente Kennedy. Questo
04:57è un mitragliatore Breda, questo è calibro 9, questo è calibro 9, questo è calibro 6,
05:025, 65. Mitragliatore Breda, arma micidiale, tutte e tre sono armi da guerra. Questa è la
05:09caratteristica. E questo noi abbiamo, si può parlare di mafia, di mafiosi, oggi forse le armi
05:16da guerra dopo la dissoluzione dell'impero sovietico, sono più diffuse nel mondo, il
05:22famoso Kalashnikov, ma queste erano armi da guerra nel 1947 e già questo è una cosa che
05:30dà da pensare. Adesso vedremo un altro firmato per cercare di capire meglio chi era Salvatore
05:38Giuliano, perché noi dobbiamo stabilire chi fosse il supposto, il presunto protagonista
05:44di quella strage. Ce lo spiega il filmato.
06:09È morto da oltre mezzo secolo, ma il suo nome, la sua storia, il mito del bandito
06:14Giuliano non si sono spenti. Di Salvatore Giuliano si sono occupati storici, giornalisti,
06:19curiosi. Sono state scritte decine di biografie. La sua vicenda è stata raccontata da film,
06:30opere liriche e musical. Le sue imprese criminali hanno riempito le pagine dei giornali e lo hanno
06:36reso un personaggio leggendario. Ma chi è Salvatore Giuliano? Il mito popolare lo ha dipinto
06:45come un bandito cavalleresco, nobile e pietoso, protettore dei deboli e della Sicilia. Le cronache
06:52hanno raccontato di un bandito sanguinario e spietato, colluso con la mafia e i poteri
06:56forti. Ma forse la vera storia di Salvatore Giuliano non è ancora stata scritta. Montelepre è il
07:03suo paese e la sua roccaforte. Tra queste viuzze e su questi monti Giuliano organizza
07:09la sua banda, il suo esercito, che per sette anni, a partire dal 1943, metterà a ferro
07:15e fuoco la Sicilia, lasciando sul proprio cammino centinaia di morti. Contro di lui lo
07:30Stato manda i propri uomini. Costituisce dapprima l'Ispettorato Generale di Pubblica Sicurezza,
07:35poi il CFRB, Corpo Forze Repressione Banditismo. Ma la banda Giuliano è inafferrabile.
07:44Il re di Montelepre compie assalti agguati contro carabinieri e poliziotti, sequestri di
07:49persona, rapine e distorsioni, come la maggior parte delle bande che nel dopoguerra imperversano
07:55in Italia. Ma Salvatore Giuliano non è un bandito come gli altri. Compie stragi, attacca
08:01sedi di partito, sfida lo Stato, stampa volantini, fa proclami, rilascia interviste. Scrive persino
08:08al presidente degli Stati Uniti, Harry Truman. Gli confessa la propria volontà di estirpare
08:13i comunisti dalla terra siciliana. Insomma, Giuliano si fa attrarre e coinvolgere dalla
08:18politica. Il mio fratello Salvatore Giuliano ha preso contatto con il movimento del separatismo
08:26nel 1945. Ci hanno portato i gradi dei comandanti dell'ES, i distintivi, le divise, armi, munizioni,
08:37insomma, tutte. Io mi dico che la polizia attribuiva a mio fratello, che mio fratello assassinava
08:45i carabiniere senza motivo. Non è niente vero. Se ci sono state perdite di carabinieri
08:52è stata semplicemente nella lotta del separatismo. Perché giustamente è stata una guerra. Anche
08:58da parte di mio fratello ci sono state perdite di uomini. Quindi lei mi insegna che quando c'è
09:03una guerra le perdite sono su una parte e l'altra. Ma sempre a scopo politico.
09:09Nel 1946 la Sicilia ottiene l'autonomia e il movimento separatista depone le armi per
09:15diventare un partito politico. Molti, tra quelli che hanno combattuto per la causa separatista,
09:22ottengono l'amnistia dei reati politici. Non Giuliano e la sua banda. Loro sono solo dei
09:28banditi. Giuliano resta latitante. Attorno a lui e ai suoi uomini continuano a concentrarsi
09:38gli interessi e le trame di mafiosi, reazionari, monarchici e non solo. Informative dei servizi
09:46segreti italiani e americani di quegli anni sembrano collegare la banda a gruppi avversivi
09:50neofascisti. È forse il lato oscuro della storia di Giuliano. Un volto nuovo e sconosciuto
09:58del bandito.
10:00di giudici e carnifici faceva. O di le poverette approfittava, la sua connanna sicura
10:06l'aveva. E la giustizia soppi prima prova un trucchieri chiamato Terranova. E su c'avia
10:12frumento, pasta ed ova e con l'usura a credito venneva. Azzercando così i puncenti
10:18chiamati alle creanti poveri che aveva e guadagnando l'umile e peccento quando venneva
10:23un chilo di promento. Ma non sape sto fatto un dà momento, tu di Giuliano ci figi lo conto
10:29lo stesso e no, beazza senza stento. Che la sentenza c'è legge a doppunto. Il canta
10:40è una storia, elemento caratteristico di ogni storia popolare che si rispetti. Neanche
10:52questo manca e non mancano neanche, come vedete qua, le fiancate dei carretti e le illustrazioni
11:01popolari della vicenda dove questa rappresenta la strage di Portella, vedete la folla che
11:08arriva festosa, il comizio, le bandiere e poi i banditi che sparano dalla sommità di
11:16questa montagna, i primi morti, il pianto, il cadavere. In queste storie Giuliano viene
11:26dipinto come un eroe popolare, una specie di rusticano Robin Hood che toglie ai poveri
11:33per dare ai ricchi, in realtà ben altre sono le implicazioni della sua azione, perché
11:38hanno riflessi politici e hanno anche riflessi che vanno al di là dei confini italiani.
11:45Nel commento al filmato che avete appena udito avete sentito fare dei riferimenti ai servizi
11:52italiani e americani, torneremo su questo punto. È esattamente una delle ombre più lunghe
11:59che stanno su questo fatto e non soltanto sulla strage di Portella, su una serie di fatti
12:07che hanno accompagnato la storia di questa Repubblica nel secondo dopoguerra. C'è anche
12:13un'altra parte della storia di Giuliano che è questa e che si chiude con questa immagine
12:19qui. Ma adesso parliamo della Sicilia, anzi di quel particolare momento della sua storia
12:26che ha una data precisa, 10 luglio 1943.
12:3610 luglio 1943, è il D-Day dell'operazione Aschi. Migliaia di uomini con carri armati
12:44e mezzi bellici mettono piede sulla costa sudorientale della Sicilia. È una delle più grandi operazioni
12:51anfibie mai realizzate. I combattimenti vanno avanti per oltre un mese prima della capitolazione
13:02dell'isola. Nonostante bombardamenti e distruzioni, ovunque la popolazione accoglie festante le
13:09truppe alleate. È la fine della guerra e forse la fine della fame. Gli americani, sostiene
13:17qualcuno, per preparare il piano dello sbarco, si sono rivolti a mafiosi del calibro di Lachi
13:21Luciano, promettendogli libertà in cambio di informazioni e appoggi.
13:28La mafia siciliana dunque sosterrebbe gli alleati. Una cosa è certa, caduto il fascismo,
13:34la mafia ristabilisce il controllo sul territorio. Si fa garante dell'ordine pubblico e in qualche
13:39caso ottiene anche incarichi. Il capo mafia Calogero Vizzini, per dirne una, diventa sindaco
13:46di Villalba. Sono anni difficili quelli dell'immediato dopoguerra. Il movimento separatista
13:54raccoglie simpatie e si organizza militarmente. La popolazione, afflitta da anni di privazioni,
14:00è in agitazione. Il movimento per l'occupazione delle terre, le lotte sindacali, la riforma
14:08agraria, provocano scontri tra contadini e grandi proprietari, sostenuti dalla mafia latifondista.
14:16Alle elezioni regionali del 20 aprile 1947, i socialcomunisti, uniti nel blocco del popolo,
14:22vincono le elezioni. Ma in quel tormentato dopoguerra in Sicilia, sono in molti a temere
14:34l'avanzata delle sinistre. Monarchici, conservatori, neofascisti, proprietari terrieri, mafiosi.
14:41Come nel resto del mondo, due blocchi cominciano a confrontarsi. Un confronto che porterà a
14:46qualche anno più tardi, alla guerra fredda. Gli alleati, ancora prima della fine della guerra,
14:53hanno cominciato ad organizzarsi per contrastare e contenere il pericolo di un'influenza sovietica
14:57in Italia. L'OSS, Office of Strategic Services, il servizio segreto americano con a capo James
15:11Jesus Engleton, avrebbe tra i propri obiettivi proprio quello di creare una rete di uomini
15:17in grado di opporsi con tutti i mezzi ad un'eventuale prevalenza politica dei comunisti.
15:23E su questo terreno sarebbe nata una sorta di intesa con quei gruppi di clandestini
15:27neofascisti che già dalla fine del 1943 si riorganizzano e proliferano nell'Italia liberata.
15:36Si legge in un documento del SIS, il Servizio di Informazioni e Sicurezza, del 25 giugno 1947.
15:43La banda Giuliano è da ritenersi, fin dall'epoca delle nostre prime segnalazioni, a completa disposizione
15:49delle formazioni nere. Dalle carte emergerebbe dunque che la banda Giuliano avrebbe contatti
15:56con queste formazioni neofasciste. Ma ci sarebbe di più. La banda avrebbe ramificazioni in Calabria,
16:03Campania e a Roma. Ci sarebbero addirittura relazioni tra la banda Giuliano e uomini della
16:09decima massa, la formazione del principe nero Iunio Valerio Borghese.
16:16Pensate che cosa fu quel mese di luglio del 1943 dal quale questo documentario, questo
16:23filmato, questo documento è cominciato. Il 10 luglio gli americani sbarcano in Sicilia,
16:29il 19 luglio c'è il grande bombardamento di Roma con più di 2000 morti, una settimana
16:35dopo, il 25 luglio, Mussolini nella riunione del Gran Consiglio viene messo in minoranza
16:42e cade il fascismo. Mussolini viene arrestato etc. In mezzo a tutto questo, fin dal 1943
16:52e ancora di più poi nel 45, nel 47, nel 48, con le grandi elezioni politiche che fecero
17:00da sparti acqua di quel periodo, si cominciano a delineare le ombre di una possibile unione
17:06tra servizi segrete degli Stati Uniti che vedevano giustamente del resto l'Italia come una terra
17:11di discrimine, di confine tra il mondo occidentale e il mondo comunista e associazioni neofasciste
17:20e addirittura banditesche come quella del Salvatore Giuliano. Io qui sono in mezzo a questi
17:26parafernalia che vedete, qua c'è una fotografia del principe Junio Valerio Borghese, la decima
17:32massa che possiamo dire una specie di marins, una fanteria di marina, truppe scelte, truppe
17:39di ardimento, si era segnalata per azioni valorose. Dopo la guerra diventò una struttura
17:45parapolitica, semiclandestina, pronta a essere anche strumentalizzata come poi in effetti
17:51fu. Questa è una divisa originale, dell'epoca vedete le caratteristiche mostrine rosse che
17:58poi durante il periodo della resistenza e della lotta antifascista assumeranno purtroppo
18:04un connotato sinistro e crudeltà, questa è originale, invece gli standardi, lo scudetto
18:12che vedete qui sono parafernalia contemporanei perché il mito perdura, il mito di questo
18:19reparto perdura e queste sono cose che continuano a essere stampate e che piacciono a qualcuno
18:25evidentemente. Attiro solo la vostra attenzione su quella cosa laggiù che dice Memento a udere
18:32semper, perché mass originariamente significava motobarca armata svan, ma l'immaginifico Gabriele
18:42d'Annunzio trasformò quell'acronimo in Memento a udere semper che è proprio una cosa tipica
18:50d'Annunziana. Ma vediamo, io vi ho soltanto accennato, vediamo nei dettagli che cos'era e quali
18:58erano le caratteristiche in positivo e in negativo di questo reparto.
19:20Decima marinai, decima comandante, questo il grido di guerra della decima flottiglia
19:26mass del principe nero, Iunio Valerio Borghese. La decima mass è un corpo speciale dei mezzi
19:35d'assalto della marina italiana, che in guerra si distingue per audacia e successi. Iunio
19:42Valerio Borghese ne assume il comando nel maggio 1943 e ne diventa subito il comandante carismatico.
19:50I Marò, gli uomini della decima, lo riconoscono come capo assoluto, al di sopra delle gerarchie
19:56militari, al di sopra di Mussolini stesso.
20:01Parla sua eccellenza il mareciano Pietro Badaglio. Il governo italiano, riconosciuto la impossibilità
20:09di continuare la imparilotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell'intento di risparmiare
20:20ulteriori e più gravi fiagure alla nazione, ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower.
20:29Borghese considera l'armistizio dell'8 settembre una resa vergognosa per l'onore e l'orgoglio
20:34della patria e, ancora prima che si costituisca la Repubblica Sociale Italiana, si schiera
20:39a fianco dei tedeschi per combattere gli angloamericani. Migliaia di giovani volontari si arruolano
20:47nella decima massa, che, da leggendaria flottiglia di mare, si trasforma in una divisione di terra
20:53con armi, ranghi e insegne proprie. Finanziamenti autonomi, piena libertà d'azione e fedeltà
21:01assoluta al proprio comandante. Ma questa autonomia sarà motivo di dissidio con Mussolini
21:08e con le più alte gerarchie di Salò. Ottobre 1944. Iunio Valerio Borghese costituisce
21:18il battaglione Vega, nel quale riunisce gli uomini più esperti. Hanno il compito di svolgere
21:24una guerra segreta oltre le linee, con azioni di spionaggio e sabotaggio contro gli alleati.
21:30Ma non solo. Borghese vuole creare una rete clandestina in grado di organizzarsi militarmente
21:35e politicamente per opporsi al comunismo.
21:44Prima ancora della fine del conflitto, quando l'Italia è ancora divisa in due, con a nord
21:48i nazifascisti e a sud gli alleati, Borghese avrebbe avuto i primi contatti con i servizi
21:54segreti italiani che sperano di salvaguardare dalla distruzione gli impianti industriali del
21:58nord e con i servizi alleati, interessati alla rete clandestina creata da Borghese.
22:0726 aprile 1945. Milano è sotto il controllo dei partigiani. Borghese ordina lo scioglimento
22:15della decima. Nei giorni seguenti viene arrestato e di fatto messo in salvo da James Jesus Angleton,
22:22il capo dei servizi segreti alleati, per poi essere internato nell'isola di Procida in attesa
22:27di essere processato per crimini di guerra. Ma un agente del SIS, nel documento interamente
22:35dedicato ai rapporti tra Giuliano e le formazioni nere, avrebbe riferito anche che al bandito
22:41Giuliano doveva essere demandato il compito di provvedere all'evasione di Borghese, perché
22:46soltanto l'ex capo della decima massa era ritenuto in grado di assumere militarmente
22:50il rango, per l'influenza esercitata, di capo delle formazioni clandestine dell'isola.
23:01Guardate questa bella immagine spavalda del bandito Giuliano alle mie spalle. Vedete
23:09questo giovanotto, un'aria rustica, rusticana potrei dire, ma da Robin Hood come molti
23:18lo interpretavano, uno che toglieva i ricchi per dare ai poveri. La polizia e i carabinieri
23:24non riuscivano a trovarlo, ma lo trovavano per esempio delle affascinanti reporter che
23:30lo raggiungevano nel suo nascondiglio e avevano anche delle avventure di tipo romantico,
23:38chiamiamolo così, con lui. Naturalmente si trattava di un bandito, ma quante volte un uomo,
23:45un assassino circondato da una certa aura non ha mietuto anche successi di tipo amoroso.
23:54Nel nostro caso abbiamo un altro dettaglio che va sottolineato ed è quello rappresentato
24:01da questi abiti, questo impermeabile, questo binocolo, perché testimoni quel giorno del 1947,
24:08primo maggio, il giorno della strage, dissero di aver notato incontro cielo su un'altura
24:16un uomo così vestito che osservava, che scrutava l'andamento militare come un generale.
24:23Era probabilmente Giuliano? È possibile che fosse Giuliano, anche questo è un elemento
24:29che non è mai stato interamente chiarito. Comunque lunga che sia stata la sua avventura,
24:37anche per lui un giorno, arriva la resa dei conti e guardate un po' che cos'è la predestinazione,
24:44vorrei dire, perché neanche la resa dei conti, che adesso vedremo nella sua drammatica sequenza
24:50finale, riesce a chiarire interamente, non solo le ombre pregresse, ma nemmeno le ombre
24:56che accompagnano quella morte.
25:003 maggio, alle ore 11 in tutta Italia sciopero generale di protesta e di lutto, nove sono
25:06i morti di Sicilia, più di cento i feriti. Il corteo romano è aperto da una doppia fila
25:11di ciclisti, mani sulla spalla l'uno dell'altro come al ritorno dall'officina. Silenzio, ordine
25:16e dignità nel dolore e nella protesta, così il popolo risponde al brigantaggio dei massacratori.
25:24Dopo la strage l'Italia tutta si stringe attorno alle vittime di Portella della Ginestra.
25:30I giornali riportano la cronaca dell'agguata. All'assemblea costituente il deputato comunista
25:38Girolamo Licausi denuncia il clima di intimidazione a cui da mesi i comunisti siciliani sono soggetti.
25:48Ma il ministro dell'interno Mario Scelba esclude categoricamente che ci sia un movente politico
25:54per la strage. Le conclusioni dell'inchiesta sono approssimative. Molte testimonianze vengono
26:02trascurate. I mandanti, ammesso che ce ne fossero, rimangono sconosciuti. Alcuni componenti della
26:08banda Giuliano vengono arrestati e finiscono con il confessare. Altri, come Salvatore
26:14Ferreri, fra diavolo, perdono la vita in circostanze poco chiare.
26:23Il processo per la strage di Portella della Ginestra si apre a Viterbo il 12 giugno 1950.
26:30Giuliano è il principale imputato. È ancora latitante, ma non per molto.
26:38Ecco Castelvetrano dove Turiddo era stato abilmente attratto. Dalle 3 e 15 quando il carabiniero
26:44Ferreri avvistò il bandito, la sparatoria durò fino alle 3 e 50. Quando Giuliano raggiunse
26:48la via Mannone, imboccò il cortile moresco della Casa de Maria. Forse era ferito. Sparò
26:54ancora. Il capitano Ferreri aprì il fuoco. Giuliano cadde qui, dov'è la pozza di sangue.
27:00La robitoria del cimitero viene portata fuori la salma. Giuliano aveva 28 anni. Sulla
27:05sua faccia di cui è stato preso il calco non si leggono quasi più i segni di un destino
27:09a sinistro. Eppure è lui.
27:17La versione ufficiale dei carabinieri è assai confusa e non convince nemmeno i giornalisti,
27:23tanto che Tommaso Besozi, per l'europeo, farà un titolo che passerà alla storia.
27:27Di sicuro c'è solo che è morto. I documenti che Giuliano portava sempre con sé sono spariti
27:34e sulla possibile dinamica della sua uccisione sono state avanzate un'infinità di ipotesi.
27:41Giuliano doveva essere eliminato. Perché? Era un testimone scomodo?
27:48Come scrisse Tommaso Besozi, l'abbiamo visto nel documentario, di sicuro c'è solo che è
27:54morto. La ricostruzione dei carabinieri faceva acqua da tutte le parti. D'altra parte questa
28:01fu una delle morti pubbliche, diciamo, una delle prime morti pubbliche ampiamente documentate
28:07sia dal punto di vista fotografico che in quei documentari che precedevano i film. La televisione
28:12non c'era, sarebbe venuta di lì a qualche anno. Di questa scena vi faccio notare qui nella sagoma
28:19disegnata a terra col gesso, come poi resterà nel cortile di quella casa, non si vede, ma si vede
28:24qua e l'abbiamo vista nel filmato, ma si vede soprattutto qua, vedete in questa cantastorie, in questa
28:33scena da cantastorie, si vede che mentre il cadavere di Salvatore Giuliano, già
28:42face, prono, faccia a terra col mitra, la pistola, come abbiamo messo nella nostra ricostruzione,
28:49le macchie di sangue sulla sua canottiera sono tutte sul dorso. Ora, se lui fosse caduto,
28:57ucciso nel conflitto a fuoco dei carabinieri, quelle macchie ovviamente non sarebbero state
29:02sul dorso, questo senza voler fare nessuna parodia investigativa, è chiaro che è una prova
29:08che quel cadavere venne messo lì in quella posizione per nascondere un'altra vicenda.
29:17Qui c'è scritto quale altra vicenda si fosse trattato, c'è scritto, è disegnato il racconto,
29:25ma io per adesso non ve lo dico, perché noi vogliamo andare a un altro punto, al processo
29:31che venne fatto, perché dopo quell'uccisione, e dopo alcuni mesi, si apre un processo che
29:38va avanti così.
29:40Il processo alla banda Giuliano per la strage di Portella della Ginestra si celebra a Viterbo
29:45tra il 1950 e il 1952, con mille colpi di scena.
29:53Molti componenti della banda ritrattano le loro confessioni, estorte a quanto sostengono,
29:58con la forza.
30:01In aula vengono letti i memoriali di Giuliano, ma non convincono, qualcuno avanza l'ipotesi
30:07che siano stati scritti sotto dettatura.
30:10Gaspare Pisciotta, il luogotenente di Giuliano, l'uomo che più di chiunque altro gli è stato
30:14vicino, promette, o forse minaccia, di fare rivelazioni importanti, ma non ora, non qui.
30:21Intanto, con un clamoroso colpo di scena, confessa di aver ucciso lui, Salvatore Giuliano,
30:26quella notte a Castelvetrano.
30:28Sostiene di averlo concordato con il ministro Scelva.
30:33Tutti quanti noi servimmo con lealtà e disinteresse, i separatisti e i monarchici.
30:38Iddi a Roma con le loro cariche, mentre noi ci hanno ammanettato e scaricato in galera.
30:44Omicidi, sequestri, ricatti per centinaia di milioni e poi tutto diventa politica.
30:48Ho collaborato con l'ispettore di polizia, tutti fommo confidenti, tutti, banditi, polizia
30:54e mafia, erano tutte nella genetà.
30:56Poi, un altro colpo di scena.
30:59Pisciotta fa i nomi dei presunti mandanti.
31:01A ordinare la strage furono il principe Gianfranco alliata di Montereale, il deputato monarchico
31:07Giacomo Cusumano, l'onorevole monarchico Tommaso Leone Marchesano e il democristiano
31:13Bernardo Mattarella.
31:17Gli inquirenti ordinano nuovi sopralluoghi a Portella.
31:22La giustizia si è spostata sul luogo a far parlare le cose.
31:26Da grosse valigie escono gli incantamenti.
31:30Poi i carabinieri fanno avanzare i testi.
31:32Dopo giurato raccontano.
31:34Le 11 del mattino, già si aprivano gli involti delle merende.
31:37Le prime raffiche di Mitra furono credute mortaretti di allegria.
31:42La traiettoria delle raffiche è indicata dai quattro cacciatori che i banditi sequestrarono
31:46durante la sparatoria.
31:48Essa durò forse 20 minuti.
31:51Si tenta di tirare le fila di questa vicenda fitta di bugie, depistaggi, responsabilità
31:57occultate, testimoni inascoltati o morti ammazzati.
32:043 maggio 1952.
32:07La sentenza.
32:09Ergastolo per Gaspare Pisciotta e altri 11 della banda.
32:14Pisciotta promette altre rivelazioni.
32:16Ma non finisce così.
32:18Si dovrà fare un giorno un altro processo, quello per la morte di Salvatore Giuliano
32:22e allora dirò tutto quello che non ho detto qui.
32:24Ma non farà in tempo.
32:27Chiamate un medico, presto, presto.
32:29Ma non farà in tempo.
32:35Ma non farà in tempo.
32:379 febbraio 1954.
32:41Gaspare Pisciotta muore avvelenato nella sua cella, a Palermo, nel carcere del Lugardone.
32:48Con lui se ne va forse la speranza di fare piena luce sui tanti misteri che hanno circondato la vita
32:54di Salvatore Giuliano.
32:56Ecco un altro testimone che non potrà più parlare.
32:58Pensate che in carcere, Pisciotta stava scrivendo il suo memoriale che naturalmente, dopo la sua morte, sparisce.
33:06Come tante volte abbiamo sentito, borse sparite, borse gonfie di documenti ritrovate vuote o non ritrovate affatto.
33:15C'è un episodio di Pisciotta, è un prototipo tra l'altro, perché qualcuno ricorderà che anche Sindona morirà avvelenato
33:24anni dopo.
33:24Siamo già nella nostra epoca, diciamo, mentre questa è preistoria.
33:30Morirà avvelenato da un caffè in carcere.
33:34Era stata una messa in scena?
33:37Era stato lo stesso Sindona a uccidersi?
33:40O era invece qualcuno che lo voleva fare fuori?
33:43Per quello che riguarda Pisciotta non c'è dubbio che qualcuno lo volesse fare fuori.
33:48Sia che la strecnina, una dose massiccia da cavallo, come si suol dire, fosse stata messa nel caffè,
33:55e nel qual caso avrebbe un'origine interna al carcere, sia che fosse stata messa invece nella medicina che lui
34:03era tisico,
34:04che prendeva abitualmente per soffocare la tosse e in questo caso il veleno veniva da fuori del carcere.
34:13Siamo arrivati, per quanto è consentito ad un programma televisivo, ricostruzione di cronaca,
34:20siamo arrivati alla conclusione della nostra storia, della ricostruzione degli eventi, del racconto per così dire,
34:27ma siccome ci sono una quantità incredibile di libri che sono stati scritti,
34:33dove queste vicende vengono approfondite in maniera molto più completa di quanto abbiamo potuto fare noi,
34:40noi di questi libri e di questi autori, che ringraziamo di essere venuti, di questi libri dicevano abbiamo scelti due.
34:48Uno è questo di Giuseppe Parlato, Fascisti senza Mussolini, edito dal Mulino,
34:53e uno edito da Bompiani, e questo di Giuseppe Casarubea, Storia segreta dello Sicilia,
35:00dallo sbarco alleato a Portella delle Ginestre.
35:03Ora scrive Casarubea, che un uomo della decima massa, addestrato dalle SS di Verona,
35:11venne spedito in Sicilia per unirsi a Giuliano, e poi continua in inglese,
35:17Head of a Fascist Band in the Palermo, cioè capo di una formazione fascista a Palermo, Giuliano.
35:24Così lo definiscono i servizi americani e aggiunge,
35:27la banda Giuliano è da ritenersi, fin dall'epoca delle nostre prime segnalazioni,
35:31a disposizione delle formazioni nere.
35:35Scrive invece Parlato, il quadro della presenza fascista al Sud,
35:40dei rapporti con l'OSS, che sono i servizi, ricordo, l'ho detto il firmato, ma lo ricordo anch'io,
35:46l'OSS è il padre della CIA, per così dire, è l'antenato della CIA,
35:51e sono i servizi segreti americani, sono i servizi segreti americani capeggiati da quel Angleton,
35:58che meriterebbe lui sì un'altra di queste puntate di Enigma,
36:02perché è uno dei personaggi più affascinanti, misteriosi, ambigui dei servizi segreti mondiali.
36:10Forse faceva addirittura il doppio gioco con i sovietici, o di questo venne accusato,
36:15insomma, ma quella è un'altra storia, come si usa dire.
36:19Scrive dunque Parlato, il quadro della presenza fascista al Sud e i rapporti con l'OSS sono chiari,
36:25ciò che non è chiaro è l'estensione di tali rapporti fino al 1947,
36:29cioè fino alla strage di Portella delle Ginestre.
36:33Parlato e Casarubea sono qui con noi oggi e ne approfittiamo, ringraziandovi, ripeto,
36:38per aver accettato il nostro invito, buonasera signori professori,
36:42ne approfitto per rivolgere loro alcune domande a completamento della sommaria ricostruzione dei fatti
36:51che abbiamo svolto finora.
36:53Allora, professor Casarubea, in due parole, ci spiega la sua posizione su questa,
37:01se è possibile fare le due parole, su questa drammatica vicenda?
37:05Ma questa è una vicenda molto complessa, che per essere spiegata necessita di uno scavo in diversi archivi,
37:16perché gli archivi italiani da soli non sono sufficienti.
37:19Non sono sufficienti, e quali altri?
37:21Soprattutto gli archivi inglesi e secondariamente gli archivi americani.
37:28Lei ha scavato?
37:29Noi abbiamo scavato, dico noi perché mi sono avvalso della notevole collaborazione di Mario Cereghino,
37:38che è uno studioso di Buenos Aires, nato a Buenos Aires.
37:44Procediamo con molta sintesi, perché il tempo non è molto, avevo molte domande a farle.
37:49Dunque, l'altro archivio è l'archivio sloveno di Ljubljana.
37:52Niente meno.
37:53Dico Ljubljana perché Ettore Messana, che viene mandato in Sicilia nel maggio del 1945,
38:06era stato questore a Ljubljana, in epoca fascista, quindi dal 1941 al 1942,
38:13aveva fatto poi una…
38:15Salti i dettagli, vada per sommelier.
38:17Poi, anziché essere processato per i crimini che aveva commesso in Slovenia contro la resistenza titina,
38:25era stato mandato, promosso e mandato in Sicilia come ispettore generale di pubblica sicurezza.
38:32Ecco il collegamento colubiano.
38:34Lei condivide questa prima impostazione del suo collega parlato?
38:40Sì, condivido questa impostazione.
38:43Io credo che il problema sia estremamente complesso, credo anch'io che il problema sia da affrontarsi
38:50sugli archivi stranieri, in particolare quelli americani che sono stati già visti, certamente
38:54quelli inglesi, sicuramente quelli sloveni.
38:58Credo anche che il problema sia poi quello dell'utilizzazione e della selezione della documentazione,
39:05perché molti di questi documenti, mi riferisco soprattutto alla documentazione americana,
39:11contengono situazioni veritiere, situazioni poco veritiere e situazioni di volutamente
39:19fuorviante, come nel costume dei servizi segreti.
39:22Certo, io però vorrei cercare, nella rispettiva posizione che avete su queste cose, vorrei cercare
39:31di, ormai è passato mezzo secolo e passa, 60 anni, quanti sono, vorrei cercare di tirare
39:37una sintesi, la sintesi che io da profano ho fatto, da cittadino, da uomo che legge i giornali
39:43e qualche volta li scrive, ma ho fatto questa, Salvatore Giuliano si è trovato incastrato
39:49in un gioco più grande di lui.
39:51L'Italia comincia ad essere nel 1947 quella terra di confine tra este e ovest che purtroppo
39:57sarà fino al 1992, cioè fino alla caduta dell'Unione Sovietica praticamente, 89 Berlino,
40:0592 Cremlino, dalla quale noi abbiamo avuto, noi in Italia, abbiamo avuto una quantità
40:12di vantaggi, perché abbiamo avuto i dollari dall'America, i rubli dall'Unione Sovietica,
40:17tutti hanno portato un sacco di soldi, ma anche una quantità di tragedie.
40:24Allora, in due parole, lei mi può chiudere la vicenda Giuliano o no?
40:31Ma vede, io penso che se non si fa giustizia sui morti non si può chiudere questa vicenda,
40:36perché le stragi purtroppo, o grazie a Dio, non vanno e non debbono andare in prescrizione,
40:43se le stragi andassero in prescrizione sarebbe una sostanziale ingiustizia, quindi la pacificazione
40:49sì, io penso che il popolo italiano debba essere pacificato, ma a condizione che si
40:56faccia giustizia, chiarezza…
40:57Che vuol dire fare giustizia e supportare la vicenda ministra?
41:00Che si faccia un processo serio contro i mandanti che allo Stato attuale…
41:04Secondo lei, nella sua opinione di studioso, quali sono e chi sono i mandanti?
41:09Dunque, i mandanti sono coloro che erano organizzati militarmente per il colpo di Stato
41:16che si stava preparando in Italia. Portella della Ginestra doveva servire soltanto come
41:22esca per lo scatenarsi della reazione che si doveva impiantare.
41:28Si possono individuare, se no con nome e cognome, con funzione e appartenenza politica a questi
41:33mandanti?
41:33I mandanti sono lontani e vicini, vi sono mandanti intermedi, vi sono mandanti territoriali,
41:41può essere mandante anche l'ispettore Messana, il quale fa passare impuniti e inosservati
41:49tutti i delitti contro i capi Lega, contro le Camere del Lavoro, contro i lavoratori del
41:57primo maggio, contro coloro che si erano resi responsabili degli assalti contro le Camere
42:02del Lavoro del 22 giugno, i quali passano indenni come se non fossero mai accaduti quei
42:09fatti. Lei può fare, poi vengo subito da lei per l'altro, lei può fare un parallelo
42:13tra questo lasciare passare indenni gli attacchi alle sedi delle Camere del Lavoro sindacalisti
42:17con quello che era accaduto nel 19 quando le squadre nere, governo FACTA, erano state
42:25lasciate indenni fino al 22, al 28 ottobre?
42:28Sì, io penso che si possa costruire un parallelo anche se i tempi sono completamente diversi.
42:34Ovviamente, grosso come modalità di…
42:36Sì, un parallelismo parlato. Il professore ha detto una cosa precisa, la condivide?
42:44Allora io credo che il punto d'incontro, intanto premetto che il discorso a mio avviso…
42:49Con la stessa sintesi che sono riuscito a scopare…
42:52Certo, certo. Va messo sul piano storico più che sul piano giudiziario, almeno per
42:56quanto mi riguarda. Il problema è che certamente…
42:59Scusi se la interpreto bene, lei non sente come il professore l'esigenza di un processo
43:04finale che faccia giustizia?
43:07Io sento l'esigenza di una chiarezza di carattere storico in questo momento.
43:11Va bene, già c'è una differenza.
43:13Sì, che ritengo sotto certi punti di vista ancora più rilevante rispetto ad un processo,
43:19perché il processo evidentemente si riferisce a persone, queste persone nel frattempo sono
43:23defunte, quindi se si fa un processo si deve andare a cercare delle persone. Se si fa una
43:29ricostruzione storica si può andare a riguardare i fatti e anche le persone e gli enti.
43:35E' chiaro, il punto di incontro, io penso, finale possa essere questo. Penso che siamo
43:43d'accordo che dopo la fine della seconda guerra mondiale, ma già in qualche misura
43:48anche prima, da parte delle organizzazioni del fascismo che sta per finire, si incomincia
43:55a pensare al dopo e si incomincia ad organizzare una rete in funzione della prossima guerra che
44:01ci sarà, quella contro il comunismo, per organizzare una resistenza, tra virgolette, in funzione
44:07anticomunista.
44:08A questo bisogno…
44:09Che c'entra Giuliano con questa ricostruzione?
44:11Giuliano può entrare in questo discorso nella misura in cui una Sicilia, terra di forti
44:17contraddizioni, terra di latifondi e quindi anche terra poi in questo momento di mafia,
44:21di occupazione americana, di contrasti, diventa l'elemento più interessante per svolgere un'azione
44:28o di provocazione o comunque di denuncia della…
44:33Per certi aspetti le vostre analisi coincidono, per altri no, mi pare di capire.
44:39Io penso che si debba soprattutto cercare la verità, la verità storica dovrebbe finalmente
44:47coincidere con la verità giudiziaria, purtroppo non è stato così perché a 24 ore di distanza
44:55dalla strage di Portella Scelba disse è stato Giuliano, quindi non si poteva senza che
45:00neanche fossero aperte le indagini…
45:01Ricordiamo per quelli nati che Scelba era un ministro dell'interno, forse il più famoso
45:07ministro dell'interno che abbiamo avuto nel dopoguerra.
45:10Il quale come ministro dell'interno peraltro sapeva cosa gli passavano i servizi segreti
45:15italiani, cioè il SIS? Il SIS era informato dell'organizzazione del golpe del 1947 e quindi
45:22il ministro Scelba avrebbe dovuto in qualche modo prendere dei provvedimenti.
45:27Quale fu la motiva? Prego.
45:29Il golpe si riferisce al golpe, diciamo, reazionario, a un golpe anticomunista in questo caso?
45:36Non era solo anticomunista, perché molti vedevano nella Repubblica il comunismo, ma non
45:42era così, persino i liberali di Croce passavano per comunisti, cioè vi era una visione del
45:48comunismo piuttosto lata.
45:50Perché in realtà i stessi documenti, i stessi documenti americani, i stessi documenti italiani
45:55parlano di una possibilità di golpe, ma da parte comunista e d'altra parte la provocazione
46:02a cui lei faceva riferimento nel momento in cui si ammazzano inermi operai a portella
46:09della ginestra, non può che preludere ad una reazione di segno contrario e questo potrebbe
46:14essere il discorso della provocazione. Ma il golpe, così come l'ora X che in tutta
46:19Italia viene diffusa come idea nel 1947, è la possibilità che il Partito Comunista, come
46:24l'ha fatto nell'est europea, prende il potere con le armi.
46:27Ma vedete, scusi, risponda brevemente perché poi vi devo fare una domanda.
46:31No, ma brevissimamente, se esaminiamo i documenti inglesi e americani, in questo sono concordi,
46:40il golpe che si sta preparando in Italia non è quello comunista, quello che si evince
46:45in modo chiaro è il golpe dei fascisti, dei neofascisti organizzati a un livello capillare
46:52anche in Sicilia, ma anche a Torino, anche soprattutto nella zona di confine nord-orientale
46:57dell'Italia. Il golpe che si organizza operativamente è un golpe fascista.
47:04Laddove quello comunista di cui parla parlato era un, dice lei, era un fantasma.
47:10Era un fantasma, era un paventato fantasma.
47:13Può anche essere stato un paventato fantasma. Di fatto il golpe anticomunista in un'Italia
47:19che sta diventando anticomunista perché nel maggio del 1947 la democrazia cristiana lascia
47:26fuori i comunisti e i socialisti al governo, lo trovo un pochino, mi lascia un pochino
47:29perplesso.
47:30Poi consacrato dalle elezioni del 18 aprile del 1948.
47:33Esattamente, esattamente. Se mai vedo più probabile tra i due golpe, voglio dire, un
47:38golpe, un'azione, diciamo, di massa comunista.
47:41Vi devo fare una domanda. Non è così. Ecco, allora prendo atto. Prendo atto che ci sono
47:50due posizioni inconciliabili. Da una parte si dice il golpe demuto era quello fascista,
47:57neofascista, di cui peraltro si continuerà a parlare per decenni perché io ricordo che
48:01ancora negli anni 60 continuavo a sentir parlare di questo golpe fascista, la strategia della
48:10tensione, il piano solo, il gladio e tutte quelle robe lì. No, dice parlato, non è quello
48:17che si temeva, ma un golpe di tipo comunista, cioè che l'Italia, sottratta dopo l'accordo
48:24di Yalta, la spartizione del mondo alla parte comunista e caduta, c'è chi dice, io condivido
48:32nella parte occidentale, venisse sottratta, strappata e riportata all'interno del blocco.
48:37E lì i documenti sloveni potrebbero essere molto interessanti per vedere i rapporti.
48:41E andatevi a cercare, benedetti ragazzi. Quando finiamo, andiamo.
48:43Quando andatevi a cercare, sarebbe ora che venissero fuori. Io però voglio dire, siccome
48:49devo chiudere, vi voglio fare una domanda finale che vi dico la verità, preme a me, ma
48:54credo che prema, datemi voi storici una spiegazione del perché la nostra storia nazionale, al contrario
49:02di quella della maggior parte degli altri favisi europei. Penso alla Germania, penso alla Francia,
49:08penso soprattutto alla Gran Bretagna. Perché è continuamente inquinata da questi, il golpe
49:15di qua, il golpe di là, quelli sono comunisti, quelli sono fascisti. Perché siamo così accesi?
49:23C'è una ragione storica, è che l'Ulidità di Italia è stata malfatta. È che siamo stati
49:28una zona di confine tra due monti troppo a lungo. Qual è? Lei ce l'ha una spiegazione?
49:34Ma io penso che la spiegazione possa trovarsi nella gestione della politica europea già
49:40dall'impianto degli anni 40, cioè a partire dallo sbarco angloamericano. Perché è da lì
49:47che si avvia un processo democratico deviato, bagato in partenza. Nel senso che attraverso
49:55Engleton, che qui è stato citato ampiamente, si avvia in Italia un percorso di democrazia
50:02mal costruita perché vede all'interno dello Stato la penetrazione non solo di Cosa Nostra,
50:10che nasce proprio negli anni 40, a partire da Portella come organizzazione, ma anche del
50:18vecchio regime fascista. La sua spiegazione è la mia cruda domanda.
50:25Intelligente cruda domanda. Credo che l'Italia sia un paese di forti lacerazioni dal punto
50:32di vista ideologico e lo è sempre stato da Napoleone in poi, se vogliamo, dalla rivoluzione
50:37francese in poi. Questa è stata anche la sua ricchezza però, attenzione, non è stata
50:41soltanto la sua dannazione. Il problema è un altro, il problema è come si riesce a
50:48ricostruire la storia cercando di uscire dalle lenti dell'ideologia. Questo è il vero
50:53problema perché che ci sia una contrapposizione ideale nella popolazione lo trovo un elemento
51:00di democrazia e di ricchezza. Che la storia si faccia invece con le lenti dell'ideologia
51:04a questo, probabilmente, è un difetto che noi abbiamo.
51:07Grazie, professor Casarrubea, hai parlato. Ecco, questo era quel succo che abbiamo tirato
51:12fuori dalla vicenda Giuliano. Vedete perché il nostro paese, in questa piccola breve discussione
51:19finale con questi due professori, credo che sia venuto fuori chiaramente perché il nostro
51:23paese è pieno di enigmi, il che consente anche, se mi consentite di ridurre al minimo questa
51:31vicenda, di fare programmi come questi. Grazie, alla prossima.
Commenti