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  • 7 mesi fa
Roma, 23 gen. - In relazione ai fenomeni metereologici che hanno colpito Calabria, Sicilia e Sardegna, creando una serie di disagi sia sotto il profilo ambientale che in termini di sicurezza pubblica, è intervenuto Filippo Cappotto, Vice Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi."Il primo pensiero va alla popolazione delle aree colpite che sta affrontando e dovrà affrontare disagi notevoli per molto tempo. La devastazione a cui stiamo assistendo man mano che arrivano le immagini dal web fa piangere il cuore". "Eventi estremi sempre più frequenti si abbattono su territori impreparati a reggerne l'impatto, la forzante metereologica connessa alle variazioni climatiche è una questione che interessa il territorio nella misura in cui si parla soprattutto di fragilità" - afferma il Vice Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi."Consultando i dati riportati nel Dossier "Erosione costiera in Sicilia 2024" a cura di Legambiente possiamo constatare che la Sicilia risulta la prima regione italiana per percentuale di coste a rischio, e che, attualmente, lo stato dell'erosione costiera è estremamente grave. Secondo il Piano per l'Assetto Idrogeologico Siciliano del 2021, il 43.6% è a rischio elevato e il 32.9% è a rischio molto elevato.. _.Numeri che sono destinati ad aumentare a causa dei cambiamenti climatici e di fenomeni estremi sempre più frequenti_.""L'impatto degli eventi estremi - afferma Filippo Cappotto - come il ciclone Harry, si abbatte su territori impreparati a sostenere la loro forza distruttiva. Ancora una volta paghiamo il prezzo di un consumo di suolo eccessivo in aree costiere e di una visione complessiva troppo limitata. È necessario - conclude il Vicepresidente Cappotto - in un'ottica di prevenzione, pianificare lo sviluppo futuro delle nostre coste, prevedere azioni di protezione e consolidamento su larga scala, limitando gli interventi puntuali che se pur mitigando una criticità specifica spesso trasferiscono il problema al tratto costiero limitrofo, e tenere conto di mutati scenari di pericolosità".

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Trascrizione
00:00L'Italia sta osservando con dispiaceri i gravi danni causati dal ciclone Erri che ha colpito la Sicilia e il sud dell'Italia.
00:07Ci troviamo ancora una volta di fronte a una realtà che supera la notizia.
00:13Gli eventi meteorologici estremi sono sempre più frequenti e colpiscono duramente territori strutturalmente fragili.
00:19Non possiamo ignorare che in Sicilia il piano per l'assetto idrogeologico PAI censisce sulle coste
00:27il 43,6% a rischio molto elevato e il 32,9% a rischio molto elevato.
00:35In queste aree è possibile la distruzione e la devastazione di strutture e infrastrutture ma anche la perdita delle vite umane.
00:43Parliamo quindi di oltre i tre quarti delle coste siciliane, del perimetro costiero siciliano esposto al rischio di dissesti.
00:51Questi eventi non sono più emergenze imprevedibili, non si tratta di episodi isolati, ma sono l'effetto di criticità note
01:00legate al consumo di suolo e a una politica di pianificazione territoriale inadeguata.
01:05Oggi non è più il tempo di aspettare le catastrofi, intervenendo dopo e sempre allo stesso modo.
01:12serve una programmazione lungimirante, basata su dati territoriali, su dati geologici e su una visione di prevenzione
01:19che guardi verso politiche di adattamento ai mutamenti climatici, senza le quali i danni e i costi sociali
01:27sono destinati inevitabilmente ad aumentare.
01:30Grazie.
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