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  • 7 mesi fa
Poche persone hanno saputo influenzare l'immaginario collettivo come Oliviero Toscani. Più di un fotografo. Un artista che usava l'immagine per dire altro. Per raccontare altro. In un mondo che stava per esplodere. Come mostra la clip, che vi mostriamo qui sopra, di Chi mi ama mi segua. Il documentario in arrivo su Sky Arte stasera in tv alle ore 21.15, visibile in contemporanea streaming su Now e disponibile on demand.

Oliviero Toscani. Chi mi ama mi segua non è solo un film documentario. Vuole essere un viaggio dentro la visione di un artista che ha sfidato le convenzioni e aperto nuove strade alla comunicazione visiva. Come con i Jesus Jeans raccontati della clip.
Di cosa parla Oliviero Toscani. Chi mi ama mi segua
È passato un anno dalla morte prematura del fotografo, affetto da una malattia degenerativa. Per questo Oliviero Toscani. Chi mi ama mi segua ha lo scopo dichiarato di esplorare la vita, il pensiero e l’eredità artistica di uno dei più influenti fotografi italiani del Novecento. Attraverso un racconto intimo e sorprendente e testimonianze inedite ed eccezionali, l’opera restituisce la complessità di un autore che ha trasformato la fotografia in un linguaggio civile. Capace di incidere sul costume, sulla politica e sull’immaginario collettivo. È anche un’opera che invita a interrogarsi sul potere delle immagini e sul loro ruolo nella società di oggi.

Il regista Fabrizio Spucches, che ha condiviso con Toscani oltre dieci anni di collaborazione, ha raccolto e ordinato il vasto archivio privato del fotografo. Immagini, video e materiali inediti che diventano oggi fonte viva di un racconto che intreccia memoria e contemporaneità. Da questo lavoro nasce un ritratto autentico, costruito su un dialogo diretto tra maestro e allievo, dove l’arte si fa testimonianza e riflessione sul nostro tempo. Un ritratto che si arricchisce dei punti di vista di personaggi che con Toscani hanno vissuto e lavorato: Patti Smith, Fran Lebowitz, Luciano Benetton, Nicolas Ballario, Jean-Charles de Castelbajac e Vittorio Moretti.

[caption id="attachment_1510927" align="aligncenter" width="635"] Alcune immagini realizzate da Oliviero Toscani nel corso della sua carriera (foto di Oliviero Toscani - Archivio Benetton / ufficio stampa Sky)[/caption]
Oliviero Toscani, un padre e un maestro
«Oliviero, per me, era come un padre», esordisce Fabrizio Spucches, raccontando il suo rapporto con il suo maestro. Nel vero senso della parola, visto che ha studiato nella factory toscana del fotografo fin da giovanissimo. «Era molto severo ma anche estremamente generoso e coerente. Siamo partiti insieme con questo documentario, cucendo insieme le vecchie interviste d’archivio. È impressionante perché lui dice e pensa sempre le stesse cose, anno dopo anno. È stata una persona estremamente fedele alle sue idee».

«Il lavoro sul documentario è stato complicato, anche perché la sua genesi è stata particolare. Ho iniziato a lavorarci nel 2019, insieme a lui, e per diversi anni abbiamo collaborato al montaggio. Oliviero ha visto molte stesure, molte revisioni del film. Mai avrei immaginato, da suo allievo, che un giorno avrei fatto un'intervista per parlare del mio documentario su di lui. La vita, in fondo, è fatta di sorprese. E Oliviero lo diceva sempre: non bisogna pianificare troppo, sono le sorprese a determinare davvero la nostra esistenza».

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Trascrizione
00:00Ero venuto a conoscenza di questo Maurizio Vitale che era, la sua famiglia era la proprietaria
00:18delle robe di cappa a Torino e il padre aveva dato in mano l'azienda a un amministratore
00:23delegato molto antico che faceva le magliette del nonno e i calzini.
00:30E io gli dicevo sempre a Maurizio fai i blue jeans e lui diceva ma no ma non posso fare i blue jeans
00:37non mi lascia fare i blue jeans. Finché un giorno io ero a New York, ero a 72, mi chiama
00:43Oliviero facciamo i blue jeans. Io dico era ora, andiamo a festeggiare, andiamo a mangiare, andiamo a Times Square
00:51ma come li chiamiamo? Dice lui a me. Guarda c'era scritto con le luci che si accendevano
00:59si spegnevano. Jesus Christ Superstar.
01:06E cosa ne pensi Jesus? Ma sei matto?
01:09Il blue jeans era veramente un capo di vestitario, rivoluzionario che buttava in discussione la società.
01:21Beh alla fine fece questa fotografia qui di questi pantaloni strettissimi.
01:27I manifesti furono attaccati dando le giro agli amici.
01:30e li attaccavano su per le strade delle loro vicinanze.
01:34Là, il ha avuto questo genio di fare queste immagini
01:40con
01:41che mi amano e mi seguono.
01:44Il ha inventato questo
01:45slogan.
01:50Cioè, in quegli anni, per far capire a che punto era la società, soprattutto in Italia,
01:55non c'era ancora stato il referendum sul divorzio,
01:57non c'era ancora stato quello
01:59sull'aborto. Anzi, sembravano impensabili queste battaglie.
02:06Maurizio e io non capivamo bene perché.
02:10Per noi era normale una roba così.
02:12Perché una mattina Maurizio mi chiama e dice
02:14compra il corriere.
02:15In prima pagina c'era un articolo di Pasolini
02:18diceva
02:19Gesù dai Blue James
02:21abbattuto Gesù del Vaticano.
02:24E parlava di una nuova morale sociale
02:27che stava avanzando.
02:28Gesù del Vaticano.
02:29Gesù del Vaticano.
02:30Gesù del Vaticano.
02:31Gesù del Vaticano.
02:32Gesù del Vaticano.
02:33Gesù del Vaticano.
02:34Gesù del Vaticano.
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