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  • 8 mesi fa
ROMA (ITALPRESS) - Nella tragedia di Crans-Montana "sono stati coinvolti 20 cittadini italiani, 14 feriti e 6 deceduti. Uno è ancora ricoverato in Svizzera: doveva essere trasferito prima ieri, poi oggi, ma le sue condizioni cliniche non ne consentono in questo momento il trasporto". Così il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, in un punto stampa sulla tragedia di Crans-Montana nella sede operativa del Dipartimento a Roma, dopo aver accolto a Linate e poi a Ciampino le salme delle vittime italiane.

xi2/sat/azn

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Trascrizione
00:00Abbiamo in questo momento un paziente italiano che si ricoverà dall'ustralia di Grigo che non
00:08è ancora, si dice, pittofline, nel senso che le condizioni non consentono ancora un trasporto.
00:15Ci sono altri cittadini, alcuni cittadini che hanno la doppia cittadinanza italiana e
00:21svizzera per i quali avevano chiesto attraverso l'IRCC, che è la centrale di risposta di Bruxelles,
00:28il punto focale per quanto riguarda le attività europee, di un trasferimento che anche questo
00:35non è imminentissimo e poi ovviamente siamo a disposizione di eventuali periodi di trasferimento
00:40perché sapete che i pazienti gravemente funzionali sono pazienti che sono gravi e la gravità dura
00:46nel tempo, quindi a seconda di quelle che poi sono le esigenze di carattere clinico, nulla
00:52vieta purtroppo che le esigenze di trasferimento possano accadere e possano essere richieste
00:56anche nei prossimi giorni.
00:57La Svizzera è un paese che è abituato ad essere molto preciso nelle attività, molto
01:03preciso in quelle che sono le procedure e ha dei protocolli rigidi anche durante le emergenze,
01:09però la Svizzera non è abituata a gestire l'imprevisto e quindi la presenza del team italiano,
01:20del Dipartimento e dei colleghi dell'Unità di Chiesa della Farnesina ha facilitato senza
01:26alcun dubbio quelle che erano le procedure da accelerare in tutti quanti gli aspetti,
01:31dall'aspetto della localizzazione e dell'identificazione dei feriti nei diversi ospedali della Confederazione
01:37Svizzera fino all'attività di identificazione, fino all'attività di supporto psicologico alle
01:43nostre famiglie e alle famiglie di francofone, perché noi avevamo alcuni psicologi provenienti
01:50dalla Valle d'Aosta che ovviamente parlavano in maniera fluente francese e che quindi sono
01:54stati messi a disposizione anche dei cittadini francofoni che non erano italiani.
01:58E quando affidai francofone svolgendo?
02:01In questo momento abbiamo ancora un team del Dipartimento della Protezione Civile dispiegato
02:06a Clamontanà, in realtà si sta spostando verso Zurigo perché c'è il nostro perito cittadino
02:12italiano che è ricoverato a Zurigo, rimarrà lì per seguire quelle che sono le attività di cui parlavo
02:20prima c'è la possibilità di trasferimenti dei feriti che non sono magari feriti italiani
02:24ma che hanno la necessità di essere assistiti in un nostro territorio nazionale.
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