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  • 1 anno fa
Antonia Liskova e Giorgio Colangeli hanno risposto alle domande di Scilla Santoro di Cinefilos.it, in occasione della presentazione alla stampa di A tor bella monaca non "piove" mai, dal 28 novembre al cinema.
Trascrizione
00:00Il film è ambientato in una famiglia, in un contesto familiare abbastanza importante, presente.
00:09Come avete lavorato al personaggio di questo padre, all'interno di questa famiglia e come ti sei inserita tu in quel contesto, un po' da outsider, diciamo quale sei nel film?
00:22Beh, l'ho detto più volte, insomma la preparazione è, vabbè uno ti legge la sceneggiatura e si immagina il personaggio, dalla sceneggiatura ovviamente risultano già tante cose che il personaggio deve avere,
00:39poi però la realizzazione concreta, diciamo, quello che si configura veramente come un personaggio, quello che ti farà compagnia per tutto il tempo che lo farai,
00:51quasi una persona, prende forma sul set, con i vari contributi dei colleghi, insomma a seconda delle relazioni che ha,
01:01quindi è una costruzione anche in tempo reale e graduale. Tant'è vero che io che vengo dal teatro e che quindi sono abituato a provare un mese per andare in scena,
01:14certe volte finito il film mi rammarico di non poter rifare certe scene perché le avrei fatte in un altro modo, ora a fine film,
01:24con tutta la parabola del personaggio finalmente costruita, quindi non c'è stata una gran preparazione prima,
01:31ma c'è stato un forte lavoro durante la lavorazione, una forte intesa, una grande capacità da parte di Marco di farci sentire sostenuti
01:44in maniera che potessimo anche osare, perché quando ci si sente appunto incoraggiati e affiancati è più facile buttarsi,
01:56uno sente di essere difeso in tutti i modi e quindi si butta, osa.
02:02Sì, Samantha vorrebbe tanto far parte di questa famiglia, diciamo, ma non...
02:09Lei vorrebbe tanto perché comunque vorrebbe stare con l'uomo che ama, ma si rende conto che non è lui la base
02:17sulla quale comunque costruire poi una vita, una famiglia, avere dei figli, perché da solo lui non riesce a prendersi cura di se stesso,
02:24quindi come potrebbe mai prendersi cura di lei e di una eventuale famiglia.
02:32Quindi Samantha, diciamo, è un ruolo bellissimo che naturalmente, come diceva Giorgio, bisogna osare.
02:40Quando sai che alle spalle o comunque davanti alla macchina da presa hai un regista che ti porta giù o ti tira su,
02:47è bellissimo perché ti fidi ciecamente, dici non sarò mai sopra le righe e non sarò mai sotto tono.
02:56Quindi io ho osato molto, nel senso ho cercato di vivere Samantha nel contesto e nel suo ruolo.
03:03E quindi speriamo, insomma, di...
03:04Poi ci dispiace, poi quando finisce il film lei ti manca, i miei capelli, le cose, insomma, ti manca davvero
03:10il personaggio, ti ci affezioni e quindi, insomma, è stato bello.
03:14E come è stato invece il vostro rapporto con questa periferia di Torbellamona
03:21che se c'era già un pregresso nelle vostre vite di rapporto in genere con la periferia?
03:28Io sono nato a Piazza Ragusa che all'epoca era periferia e oggi non più, anzi, è dentro l'anello ferroviario, diciamo,
03:38ma prima l'anello ferroviario era proprio l'estremo limite della periferia.
03:41Non era lontano, per esempio, il Vicolo del Mandrione che all'epoca era una specie di girone infernale
03:46con le prostitute, con i ladri, cioè proprio un teatro pasoliniano.
03:52Quindi i miei ricordi da bambino e da ragazzo hanno a che vedere con una periferia
03:57che però è molto diversa da quella attuale.
03:59Con Torbellamona che invece non ho avuto nessun tipo di rapporto
04:03se non quello che il film mi ha in un certo senso imposto.
04:07Però è stato importante, ovviamente, per fare il film.
04:11Anche questo fatto che stessimo sempre e solo lì ha dato una grande compattezza
04:17a tutta una serie di situazioni che concorrono a formare, a darti l'idea di quello che devi fare,
04:26che sono rimaste coerenti, che sono rimaste le stesse, per cui ci hanno veramente aiutato a costruire.
04:36È un posto, diciamo così, sembra quasi un posto incompiuto
04:40in cui si hanno venute ad abitare delle persone prima che sia finito
04:43e che poi è rimasto così.
04:45Mi ricordano certe case di separati, per esempio, che magari hanno messo su casa,
04:53stavano mettendo su casa e poi si sono separati.
04:55E non hanno finito sui fili.
04:57Ci sono alcune rifiniture, però ci stanno ancora le lampadine invece delle lampadine.
05:01È vero.
05:01Cose di questo genere.
05:03È un teatro un po' surreale.
05:04Io vivo in periferia, quindi diciamo che la vivo tutti i giorni.
05:09È un po' così, è un po' così.
05:11Ci sono case occupate, ci sono cose, quindi insomma devo dire che la conosco abbastanza bene.
05:17Quindi mi ha aiutato molto, anche con Samantha.

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