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  • 1 anno fa
MILANO (ITALPRESS) - Artrite e artrosi, gli ultimi progressi nella ricostruzione mammaria e il legame tra ambiente urbano e benessere: sono i temi della sessantacinquesima puntata di Medicina Top. Marco Klinger intervista Carlo Selmi, responsabile di Unità Operativa di Reumatologia e del laboratorio di Autoimmunità e Metabolismo dell'Istituto Clinico Humanitas di Rozzano; Maurizio Ressa, direttore dell'Unità Operativa Complessa di Chirurgia Plastica dell'Istituto dei Tumori di Bari; Valeria Lorenzelli architetto, urbanista.

fsc/gsl

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Trascrizione
00:00Buongiorno a tutti, sono Marco Klinger e benvenuti alla nuova puntata di Medicina Top,
00:14la medicina spiegata con parole semplici ma dagli esperti più autorevoli e possiamo dirlo
00:19anche più famosi. Anche oggi puntate interessanti saranno con noi il professor Carlo Selmi di
00:24Humanitas, con il quale parleremo di artrosi e artrite, il dottor Maurizio Oressa dell'Istituto
00:31di Tumore di Bari che ci illustrerà gli ultimi progressi nella ricostruzione mammaria, quindi
00:36anche il mio mestiere e poi con l'architetto urbanista Valeria Lorenzelli con cui esploreremo
00:41il legame tra ambiente urbano e benessere, molto importante. Quindi iniziamo subito con il primo
00:47ospite che è il professor Selmi, via servizio su professor Selmi.
00:50Artrite e artrosi sono tra le più diffuse malattie articolari, due condizioni che condividono
00:59alcuni sintomi ma differiscono per causa evoluzione e trattamento. Con il termine artrite si intende
01:06un gruppo di malattie infiammatorie delle articolazioni, può avere origine autoimmune, infettiva o essere
01:12legata ad altre malattie sistemiche. Una delle forme più studiate è l'artrite reumatoide che si
01:18manifesta con infiammazione persistente, dolore e gonfiore e può colpire più articolazioni in modo
01:24simmetrico. In Italia si stima che l'artrite reumatoide colpisca circa 400.000 persone. Al contrario
01:31l'artrosi è una malattia degenerativa caratterizzata dall'usura della cartilagine articolare, alterazioni
01:38della struttura ossea sotto cartilaginea e cambiamenti delle cellule articolari. È la forma più comune
01:44di malattia articolare. I principali fattori di rischio sono l'età, il sovrappeso, il sovraccarico
01:50articolare, traumi pregressi, predisposizioni genetiche.
01:54Carlo Selmi è responsabile di unità operativa di reumatologia e del laboratorio di autoimmunità
02:03e metabolismo dell'Istituto Clinico Humanitas di Rozzano. È inoltre assistant professor of
02:07medicine, reumatology and clinical immunology all'University of California. Davis è professore
02:14e direttore della scuola di specializzazione in medicina d'urgenza di Humanitas University.
02:19Carlo, è dei titoli infiniti che non finiscono mai. Benvenuto, è un onore averti a medicina top.
02:25Marco, grazie a te, buongiorno a tutti, l'onore è mio.
02:29Senti Carlo, quali sono le principali differenze tra artrite e artrosi? Perché siamo tutti un po'
02:34confusi su questo versante. Ogni paziente dovrebbe più o meno conoscere di cosa stiamo parlando.
02:41Vero, è uno degli argomenti, è una delle parti più difficili del nostro mestiere. Quando una persona
02:46arriva con dolore a un'articolazione, questa si definisce un'artralgia, quindi un semplice
02:52dolore. Capire se alla base c'è un'articolazione degenerata e quindi parleremo di artrosi oppure
02:59un'articolazione infiammata e parleremo di artrite è buona parte del nostro mestiere.
03:05Chiaramente le due avranno dolori di tipo molto diverso, per cui l'artrosi avrà tipicamente
03:11un dolore che peggiora con l'uso o con il carico dell'articolazione. Tipico è la
03:17corsa per chi ha l'artrosi del ginocchio, scendere le scale per chi ha l'artrosi del
03:22ginocchio. Il contrario nel caso dell'artrite. Nel caso dell'artrite a peggiorare è l'inattività
03:28e quindi tipico è la persona che si sveglia al mattino, è rigida, ha molto dolore appena
03:34sveglio. Quindi sono come due paia di maniche belle differenti Carlo. Purtroppo possono che
03:38esistere. La diagnosi di artrosi tuttora si fa con la semplice radiografia, andare a vedere
03:47quello che è il consumo della cartilagine del capo di uno dei due capi ossei porta un avvicinamento
03:55delle due osse all'interno dell'articolazione e questa è niente più che la definizione di
04:00l'allergia ci vanno delle prime tre immagini Carlo, noi praticamente che commentano quello
04:05che tu ci hai esposto adesso, questa Carlo. Questa è un'articolazione tu e fatta, questa
04:10è una mano con delle articolazioni gonfie, con ogni probabilità dolenti, questo è generalmente
04:17l'inizio di un'artrite, più spesso un'artrite romatoide che colpisce più facilmente le piccole
04:24articolazioni delle mani e dei piedi all'esordio. Per cui una delle buone notizie che è
04:30che noi possiamo dare oggi a chi soffre di artrite romatoide è che seppure scrivendo
04:35artrite romatoide su Google si ottengano ancora delle immagini come dire piuttosto spaventose
04:40di deformità, quella che abbiamo appena visto è invece la malattia all'esordio, perché
04:46è una malattia che noi siamo in grado di intercettare prima e di trattare con efficacia
04:51prima. Invece Carlo questa immagine radiologica?
04:53Qui sono quadri di artrosi, l'artrosi ha delle localizzazioni tipiche, la prima è la
05:00schiena, se noi facciamo una radiografia della colonna lombare o cervicale a chiunque abbia
05:06più di 50 anni troveremo segni di artrosi in tutti, per fortuna non ne soffrono tutti.
05:12Dopo la localizzazione della colonna le mani, soprattutto la base del primo raggio, quella
05:18che si chiama la rizoartrosi, è una localizzazione direi tipica, quasi paradigmatica di artrosi
05:25che una radiografia come questa ci può mostrare.
05:28Invece l'immagine successiva che ci può passare alla regia in questo momento Carlo?
05:32Il discorso è molto simile, noi vediamo soprattutto, se noi vediamo l'ultima falange, vedete che
05:38lo spazio lì non c'è più, non siamo più in grado di distinguere l'ultima falange
05:44dalla precedente, questo perché c'è un quadro così avanzato che le due ossa arrivano
05:49a toccarsi, questa sarà un'articolazione che farà male, che farà male con l'uso
05:54soprattutto e che colpisce tipicamente le ultime articolazioni delle mani, cioè le
05:59interfalange distali che invece sono per qualche motivo ancora ignoto risparmiate dall'artrite
06:05reumatoide.
06:06Per aiutare i nostri amici a casa che ti seguono di sicuro con interesse perché è un argomento
06:10veramente interessante e importante, ti faccio delle domande a Raffica, quali sono i fattori
06:15di rischio più importanti per queste malattie Carlo?
06:18Per l'artrosi, familiarità, genere femminile, età quindi più avanzata e sovrappeso, indipendentemente
06:26dalla localizzazione.
06:28Per l'artrite reumatoide, la familiarità, il genere femminile, il fumo di sigaretta.
06:34Per altre forme di artrite, per esempio quella che si associa alla psoriasi, quindi l'artrite
06:39psoriasica che è molto frequente per quanto si immagini, ha come primo fattore di rischio
06:44ovviamente la presenza di psoriasi che è una malattia piuttosto frequente.
06:47Certo, Carlo ma anche il danno, per esempio il danno da trauma, adesso voglio parlare del
06:52mio caso personale, il trauma del ginocchio così importante come ho avuto negli anni passati
06:56ai tempi del basket, è una cosa che alla lunga poi determina comunque un sovraccarico e un'artrosi
07:03per esempio in un ginocchio.
07:04Allora, il rapporto tra l'attività sportiva e l'artrosi è piuttosto particolare, nel
07:10senso che per esempio correre, identificato come uno degli sport a più alto impatto sulle
07:16articolazioni, non causa l'artrosi del ginocchio, però in chi ne soffre non va raccomandata
07:23perché la può peggiorare, viceversa tutte le attività ad alto impatto, penso al pugilato
07:30ma penso anche al martello pneumatico o per esempio a chi guida per esempio degli auto
07:36articolati, quindi con un particolare impatto sul volante, questi sono dei fattori di rischio
07:41per esempio per l'artrosi delle mani.
07:43E quanto conta, Carlo, una diagnosi precoce?
07:46Sull'artrosi devo dire non molto.
07:47E gli strumenti diagnostici più negativi, più innovativi in questo momento?
07:51Allora, per quanto riguarda l'artrosi, fare una diagnosi precoce non nascondiamoci, non
07:56fa un'enorme differenza, perché le nostre terapie, io dico sempre che avere l'artrosi
08:01è una buona notizia perché non si ha l'artrite, però è anche una notizia meno buona perché
08:06le nostre terapie sono molto meno efficaci, quello che può funzionare e che riduce la progressione
08:14è appunto un uso controllato e controllare il peso corporeo, che anche su articolazioni che
08:19non portano il peso come quelle delle mani, in realtà ha un effetto.
08:24Molto diverso invece la diagnosi precoce dell'artrite, in quel caso fare una diagnosi precoce, trattare
08:29subito, entro poche settimane o al massimo pochi mesi garantisce il massimo del risultato
08:35con qualsiasi terapia.
08:36Senti, i trattamenti più efficaci attualmente disponibili, così come i metodi diagnostici
08:42più innovativi, quali sono?
08:43Allora, se parliamo, prendiamo l'artrite reumatoide, che è quella su cui abbiamo le
08:47più belle notizie.
08:48Uno, dal punto di vista diagnostico, la diagnosi rimane clinica, noi dobbiamo visitare il paziente,
08:53toccare le articolazioni e capire quali sono gonfie e dolenti.
08:56Quindi, il rispetto dell'artrite reumatoide è reumatologo.
08:58Il reumatologo, esami, soprattutto gli autoanticorpi, anticitrulline e fattore reumatoide, sono positivi
09:04o l'uno o l'altro, entrambi più o meno nell'80% dei casi, queste sono le forme sieropositive
09:10che tendono ad essere un pochino più aggressive da trattare in modo più convinto.
09:14Dal punto di vista terapeutico si parte con farmaci molto classici che si usano all'inizio,
09:19i cortisonici solo però, e qui vi prego di prestare massima attenzione, basso dosaggio
09:26e per poco tempo, poi bisogna iniziare dei farmaci che si utilizzano più a lungo tempo,
09:32si inizia con il metotrexate, se e quando questo fallisce si aggiungono dei farmaci più
09:37moderni che sono i farmaci biologici per via sottocutanea e le piccole molecole che invece
09:42sono per via orale. Queste sono nate dalla conoscenza sempre più precisa che abbiamo
09:48dell'immunologia dell'artrite reumatoide che ci permettono di essere estremamente precisi
09:54nel trattamento della malattia.
09:55Senti, invece alcune di queste malattie vengono trattate un po' con l'automedicazione,
10:01tu cosa ne pensi?
10:01Credo che sia un grosso errore soprattutto con alcuni farmaci perché è innegabile che
10:09per esempio i cortisonici…
10:11Questo è importante dire ai nostri amici a casa perché tanti si amministrano cortisonici
10:16in base al tipo di dolore, al periodo…
10:20Allora, bisogna partire dal presupposto che parliamo di malattie croniche, quindi malattie
10:25che continuano nel tempo e che hanno bisogno di una terapia a lungo termine. Allora si capisce
10:29bene che se è vero che una terapia cortisonica è efficace, questo in una persona giovane non
10:35è una terapia accettabile perché il rischio beneficio di questo tipo di trattamento è nettamente
10:42svantaggioso, quindi cerchiamo l'attenzione di un reumatologo, cerchiamo una terapia adeguata,
10:49oggi le raccomandazioni sono molto chiare, per cui il fai da te o l'idea personale non
10:56ha più spazio.
10:57E la ricerca, Carlo, tu sei un grande professore, direttore della scuola ma soprattutto un grande
11:02ricercatore, a cosa sta lavorando la ricerca adesso?
11:05La notizia, il grande sviluppo migliore è quello di andare a vedere l'istologia del
11:12tessuto sinoviale, ovvero fare una biopsia come peraltro faremmo nelle malattie oncologiche,
11:18andare a vedere che tipo di infiammazione c'è per scegliere la terapia personalizzata,
11:23nel nostro gruppo abbiamo la grande fortuna di avere la professoressa Elisa Gremese che ha
11:28portato da Gemelli Roma questo tipo di tecnica che noi stiamo portando avanti quotidianamente
11:34per scegliere in maniera più illuminata la terapia soprattutto nell'artrite numatoica.
11:38Capito.
11:39Ascolta, Carlo, ma come può un paziente convivere meglio con l'artrite e l'artrosi?
11:43E quali strategie si possono adottare per mantenere un'autonomia e benessere?
11:47In gran finale, perché il consiglio che vorrei dare ai nostri amici a casa?
11:50Primo è lo stile di vita.
11:53Il fumo e il sovrappeso fanno andare peggio tutte le nostre malattie, quindi uno stile di vita
11:58adeguato porta a una malattia sotto miglior controllo, meno sintomatica.
12:03Due, scegliere le terapie corrette e assumerle con regolarità, perché questo purtroppo è
12:09qualcosa che con il tempo soprattutto, in particolare le persone giovani, tendono un po' a dimenticare.
12:15Una malattia sotto controllo nel tempo è una malattia che non progredirà e che quindi non ci porterà
12:21a quelle deformità che tuttora, cercando su Google, chiunque può trovare scrivendo
12:27altre informazioni.
12:28Questi tuoi consigli valgono ora, sono sicuro che tutti ti sono grati, però Carlo è un
12:31argomento talmente importante, talmente vasto, che sarebbe bello che tu tornassi a fare l'ospite
12:36qualche altra volta.
12:38Con grandi piacere.
12:39Intanto ti ringraziamo, è stato veramente un onore averti ospite qua.
12:42Ringraziamo il professor Selmi, a seguire il professor Selmi avremo a che fare con il professor
12:46Ressa, in collegamento da Bari, con il quale parleremo di ricostruzione mammaria.
12:50via servizio su professor Ressa.
12:55La ricostruzione mammaria è un intervento chirurgico che ha lo scopo di ristabilire
12:59il volume, la forma e, dove possibile, l'estetica del seno dopo un tumore, malattia che in Italia
13:06colpisce una donna su nove nel corso della vita.
13:09Si tratta di un percorso multidisciplinare che coinvolge senologi, chirurghi plastici, oncologi,
13:15radiologi, psicologi e comporta decisioni personalizzate in base alle caratteristiche
13:21fisiche della paziente e della malattia, alle cure e alle preferenze personali.
13:26Per ridurre il più possibile l'impatto emotivo e per evitare il disagio di un secondo ricovero,
13:31in tutti i casi in cui è possibile, si esegue l'intervento ricostruttivo nella stessa
13:36sede operatoria di quello oncologico.
13:38In base alla tecnica utilizzata, la ricostruzione mammaria si divide in due grandi categorie,
13:43con protesi ed espansioni e autologa, cioè con tessuti della paziente.
13:48Maurizio Oressa è direttore dell'Unità Operativa Complessa di Chirurgia Plastica dell'Istituto
13:57dei Tumori di Bari e presidente della Storia Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva
14:01Rigenerativa ed Estetica, la SICPRE, ossia mio presidente in questo momento Maurizio.
14:06Ciao e benvenuto a Medicina Top.
14:09Grazie, grazie Marco e complimenti per questa tua veste insomma.
14:137 ottobre, come sappiamo, è il mese della prevenzione del tumore al seno.
14:19Qual è il rapporto tra possibilità di diagnosi, cure e ricostruzione mammaria secondo te in questo momento?
14:25Beh, lavorando in un istituto oncologico posso soltanto dire che la prevenzione
14:31è un pilastro per quanto riguarda tutti i tumori, non soltanto il tumore al seno.
14:36e voglio dire, ha diverse sfaccettature, voglio dire per me la prevenzione e soprattutto informazione,
14:46cioè nel senso che noi dobbiamo informare le nostre pazienti su tutto quello che facciamo,
14:53sui percorsi diagnostici e sui percorsi terapeutici e questo è molto importante.
15:01Un altro pilastro della prevenzione è la ricerca, la ricerca che chiaramente noi,
15:09se vediamo il PIL insomma che abbiamo un po', voglio dire, non siamo molto contenti insomma di tutto questo,
15:16perché la ricerca è vita, la ricerca ci dà la possibilità di lavorare con i giovani e qui mi sento di ringraziare
15:24le associazioni, le associazioni delle donne che sono tante, che ci danno la possibilità di recuperare fondi
15:32per poter prendere in considerazione i borsi di studio o anche altre cose.
15:40Maurizio, ma quali risultati possiamo ottenere oggi in termini di gradevolezza e di estetica di un risultato?
15:47Tutto io dico che ormai siamo arrivati ad una terapia chirurgica personalizzata,
15:55nel senso che dipende sempre da dove si parte e dipende sempre da, se parliamo di mastectomia,
16:03da che tipo di mastectomia viene eseguita.
16:07è passato di tempo insomma quando avevamo delle mastectomie dove era impossibile fare, eseguire delle ricostruzioni,
16:16poi siamo passati ad una seconda fase dove avevamo le quadrantectomie,
16:23ora possiamo dire che siamo in una terza fase dove ormai siamo nell'era della profilattica,
16:28quindi la mastectomia dobbiamo dire che è una terapia conservativa,
16:34conserviamo la cute, conserviamo la reolea quando è possibile
16:39e quindi ci dà la possibilità a noi chirurghi plastici di fare delle buone ricostruzioni
16:44e quindi non è che perché la chirurgia plastica è cambiata,
16:48è proprio perché è cambiata la tecnica della chirurgia sonologica
16:52e noi ci siamo dovuti adeguare a tutto questo.
16:55Ma il mondo delle protesi Maurizio è in costante evoluzione
16:58e lo stesso vale per i dispositivi utilizzati sempre nel nostro campo,
17:03nella ricostruzione mammaria.
17:05Ma qual è la tua parere la novità principale in questo settore?
17:09Per quanto riguarda le protesi è sempre in evoluzione, le aziende ci aiutano tanto,
17:14ora chiaramente siamo passati per tutte le varie vicissitudini alle protesi microtesturizzate,
17:23siamo ritornati un po' alle protesi lisce,
17:26ma la cosa importante che bisogna dire è l'istituzione del registro delle protesi.
17:32Cosa significa? L'Italia è stato il primo paese europeo a…
17:38Questo è molto importante che la gente a casa lo sappia, Maurizio.
17:42…ha istituzionalizzato un registro,
17:44quindi il dispositivo viene seguito dal momento in cui viene impiantato.
17:49E questo che cosa ci porta? Ci porta a darci tante tante risposte.
17:55Per esempio, quanto dura una protesi?
17:57Noi molte volte diciamo 10, 15 anni, 20 anni, però ora noi la possiamo seguire in maniera diretta,
18:04tutto questo, ci possiamo dare delle risposte certe.
18:07E non solo, possiamo vedere in quale percentuale cambiamo le protesi quando c'è una contrattura,
18:14come comportarci, quanto dura una protesi quando la paziente è radiotrattata.
18:19Tutte queste risposte le possiamo…
18:21Un passo avanti, certo.
18:23Una curiosità che viene ai pazienti che ci seguono,
18:26soprattutto a quelli che hanno avuto una situazione da ricostruzione mammaria,
18:31quindi a seguito di un tumore mammario.
18:33Ci si domanda, ma quando vengono favoriti dei sistemi autologhi,
18:37ossia di ricostruzione con i propri tessuti,
18:39oppure invece ricostruzioni eterologhe,
18:42che vuol dire utilizzando protesi o impianti di altro tipo?
18:46Sulla base di che cosa si sceglie Maurizio?
18:48Allora, io parto dal presupposto che non sono un estremista,
18:51cioè nel senso che non dico no, io faccio tutte le ricostruzioni con tessuto autologo
18:55oppure soltanto con le protesi, con le impianti.
19:00Ne dipende dal caso, ci sono pazienti che non vogliono il dispositivo
19:05e quindi devi andare con la microchirurgia
19:07o chiaramente devi utilizzare il tessuto autologo.
19:12Oppure nelle situazioni estreme, quando fallisci con il dispositivo,
19:16quando hai avuto un'infezione…
19:18Mi sembra esattamente una spiegazione che è quella letta bene da tutti.
19:23Ma secondo te le donne, Maurizio, sono adeguatamente informate?
19:27Allora, le donne ora sono molto informate,
19:31però bisogna dire che la prima cosa che dicono quando vengono visitate
19:35è che voglio inserire subito le protesi.
19:40soltanto un tempo, ma io dall'altra parte chiaramente cerco di spiegare
19:46quando è possibile e quando non è possibile.
19:49Anche perché io penso che ormai è anacronistico parlare di tempi,
19:54primo tempo, secondo tempo, terzo tempo…
19:57Io dico sempre alle pazienti che non ci sono tempi di ricostruzione.
20:01Anche quando noi eseguiamo una ricostruzione inserendo direttamente le protesi,
20:09sappiamo benissimo che dopo molte volte la paziente può tornare in sala operatoria
20:14per, diciamo, correggere tante cose che alla paziente non aggrave.
20:21Queste sono tutte cose interessanti, Maurizio.
20:23Adesso invece parliamo un attimo del Bradei, in modo che il presidente della SICPRE ci illustra
20:28cos'è il Bradei.
20:29Perché è importante il Bradei, Maurizio, per noi e per le pazienti?
20:32Sì, il Bradei, voglio dire, nasce in Canada da un nostro collega canadese,
20:38questo dottor Brown nel 2011, ed è la consapevolezza della ricostruzione monale.
20:45Non è altro che dare informazione ai pazienti.
20:48noi della SICPRE cosa facciamo? Ogni anno diamo mandato ad una breastnutita italiana
20:55di organizzare il Bradei.
20:59L'anno scorso è stato organizzato a Treviso da Giorgio Berna, il primario di Treviso,
21:08che ha avuto 40.000 visualizzazioni sulla piattaforma YouTube della SICPRE.
21:14quest'anno è toccato alla professoressa Salgarello a Roma, dove non solo ci sarà la solita domanda
21:25e risposta tra gli operatori, cioè tra i medici e tra le pazienti.
21:29quindi diamo informazione.
21:32Ma la professoressa Salgarello ha fatto anche una cosa nuova, ha voluto fare,
21:38invitando anche i chef stellati, food blogger, giornalisti sanitari,
21:44gente dello spettacolo, per cercare...
21:46Tutto questo a favore delle donne e una maggiore consapevolezza, infatti.
21:50Quando escono dal tunnel consigli per il dopo.
21:53Certo. Tutti sappiamo, Maurizio, e mi piace ancora che lo sappiano una volta di più gli amici a casa,
21:59che la ricostruzione mammaria è totalmente a carico del sistema sanitario nazionale.
22:03Ma perché qualche volta... ti capita di dover insistere con una paziente perché venga ricostruita?
22:10No, le pazienti vengono pronte per essere ricostruite, ma noi sappiamo che il Ministro della Sanità,
22:16per esempio, ci dice che dopo ci consiglia, che dopo i 65 anni è sconsigliata la ricostruzione mammaria.
22:22Ma tutto questo ormai non è storia, perché chiaramente le donne a 70 anni, voglio dire,
22:31da un'età a caso, sono donne che hanno una certa fisicità,
22:38non sembrano delle cinquantenni, hanno grande voglia ancora di...
22:43Certo, quindi sarebbe dirittuoso non proporre la ricostruzione.
22:46Non ti puoi esimerti da non ricostruire una paziente.
22:52Però Maurizio, vorrei spendere l'ultima parola, se è stato veramente esauriente.
22:56È un bel orgoglio la ricostruzione mammaria per noi italiani, cosa ne pensi?
23:00Sono un gran numero recente che la praticano ad alto livello e siamo stimati in giro per il mondo.
23:07Vuoi dire qualcosa a chi ci ascolta da casa?
23:10Beh, certo. L'Italia, voglio dire il fatto stesso che molti di noi, e tu per primo,
23:18si viene invitati all'estero per parlare di ricostruzione mammaria, vuol dire che qualcosa di buono abbiamo fatto.
23:27E quindi io devo dire che abbiamo messo anche in campo anche delle novità,
23:33per esempio la ricostruzione del capezzolo con i nuovi dispositivi.
23:37La donna mancava la proiezione.
23:40Noi abbiamo inserito queste piccole protesine per dare la proiezione,
23:45per permettere alla paziente di indossare un reggiseno o una maglietta con la stessa proiezione bilateralmente.
23:54E siamo stati anche i primi in Italia a farlo.
24:00La prima pubblicazione in Europa è stata la mia sul Fixnip, su questo dispositivo.
24:09Bene Maurizio, ti facciamo tanti complimenti, siamo contenti,
24:12sono sicuro che hai interessato i nostri amici a casa.
24:15Io ti ringrazio molto, anche personalmente spero di vederti, sono certo di vederti presto.
24:20Ci vediamo presto, grazie.
24:22Cambiamo ospite, parliamo invece con la prossima ospite, Valeria Lorenzelli, architetto urbanista,
24:29con cui parleremo di placemaking, un nuovo modo di pensare a progettare la città per un maggiore benessere.
24:35Quindi via a servizio sulla Valeria Lorenzelli.
24:38Il luogo in cui viviamo non è solo uno sfondo neutro delle nostre giornate,
24:46ma un elemento che influenza profondamente il nostro benessere fisico, psicologico e sociale.
24:52Strade, piazze, parchi e spazi comuni possono favorire l'incontro, la sicurezza, l'inclusione e perfino la creatività.
24:59È da questa consapevolezza che nasce il placemaking, un approccio all'urbanistica che mette al centro le persone
25:06e la loro esperienza quotidiana degli spazi.
25:09A differenza della pianificazione tradizionale, il placemaking non si limita a progettare edifici o infrastrutture,
25:16ma punta a creare luoghi amati, vivi e attrattivi.
25:20Significa ascoltare le comunità, coinvolgere i cittadini nella definizione degli spazi pubblici,
25:25valorizzare identità e culture locali, integrare funzioni diverse per generare vitalità e senso di appartenenza.
25:36Valeria Lorenzelli, architetto, urbanista, placemaking e district manager di Uptown Milano,
25:42autrice del libro Placemaking, creare luoghi amati, vivi e attraenti,
25:46che ha vinto premio letterario di esaggistica economica e sociale del Sole 24 Ore.
25:51Mica poco Valeria, benvenuta a Medicina Top, un piacere averti con noi.
25:57Vi ha sentito la definizione di placemaking, molto interessante.
26:01Quando nasce questo concetto e che diffusione ha Valeria?
26:04Il placemaking è una disciplina che arriva per guarire i luoghi che non hanno una loro bellezza intrinseca,
26:17per mille motivi si possono avere degli luoghi perché periferici, perché non curati, perché ci sono stati dei problemi economici.
26:29E allora arriva il placemaking.
26:31Tra l'altro i placemakers del mondo ammirano l'Italia e hanno come benchmark e come obiettivo creare degli spazi come quelli italiani,
26:42in cui c'è la socialità, in cui c'è uno spazio pubblico attivo.
26:46Il tema nasce proprio negli anni 60 diciamo in America, nei mondi anglosassoni e oggi più che mai hanno proprio la necessità di essere utilizzate queste tecniche.
26:59Ce l'hai spiegato molto bene devo dire, ma i risultati Valeria come si misurano?
27:03Si misurano solamente in termini economici o anche di benessere sociale e con quali parametri utilizzi per dire
27:10qui il placemaking è stato fatto benissimo?
27:13Allora io rispetto al libro che ho introdotto in Italia ho provato a dare un metodo un po' più italiano,
27:20nel senso che per capire che si fa una riqualificazione dello spazio in maniera sana occorre ragionare su tanti livelli,
27:31proprio come in medicina si lavora su una logica più olistica, più globale,
27:36altrimenti si ferma, ci si affida solo all'architettura per cui si hanno bellissimi spazi.
27:41Però magari che non vissuti non da benessere, certo.
27:46Esatto, quindi il tema è che il risultato ha anche degli elementi di equità urbana,
27:52per esempio l'accesso ai servizi, l'accesso ai servizi non solo in generale,
27:57ma c'è il tema di bambini, di persone fragili, l'accesso per chi è disabile, per le donne
28:04e quindi quello che si misura è proprio l'accesso ad una qualità urbana diffusa.
28:10Bello, ma se tu dovesse dare degli esempi di successi,
28:13esempi di placemaking in Italia all'estero cosa dai?
28:16Allora per esempio c'è un progetto che si chiama High Line,
28:20per esempio qualcuno lo conoscerà, era in un quartiere davvero degradato di New York,
28:25è stato riqualificato un tratto di ferrovia che serviva ai macelli del quartiere,
28:32perché era una zona in cui si facevano appunto queste attività,
28:36una volta dismesso hanno riqualificato l'asse che era sopraelevato
28:41e l'hanno fatto un po' come il nostro Cavalcavia Milano,
28:44l'hanno riqualificato e diventato un bellissimo giardino in cui in ogni angolo ci sono previsti
28:51spazi per il cinema, spazi per lo yoga, lo spazio per ballare latinoamericano
28:57e quindi c'è questa dimensione sociale delle attività che si collega
29:03a quello che è proprio l'approccio del spazio fisico,
29:06cioè il vero proprio placemaking, quello che c'è.
29:08E' fare luogo, è il nostro fare luogo in italiano.
29:11Senti ma i cittadini possono e in che modo partecipare alla creazione di un luogo?
29:15Io il cittadino come posso intervenire?
29:17Il tema vero è quello di partecipare, informarsi.
29:23E' chiaro che stando in casa non si riesce proprio ad attivare delle relazioni.
29:29I cittadini sicuramente con il terzo settore, con il volontariato hanno un ruolo fondamentale.
29:36In Italia sono numerosissime le persone che si attivano davvero e quindi sia attraverso il volontariato
29:45che la semplice partecipazione alle proposte si può interagire e godere di questa qualità diffusa.
29:55Senti che ruolo svolgono Valeria, la cultura, l'attività, l'arte pubblica e gli eventi
30:01nel rendere questi spazi più vivi e attraenti?
30:03Allora l'arte è un linguaggio universale.
30:07Si dice che appunto il benessere delle persone quando è dentro ad una comunità
30:15o esprime se stesso nella maniera più alta con le proprie aspirazioni
30:22in realtà una persona sta meglio, quindi il benessere della persona è garantito.
30:27Quando l'arte è inserita all'interno degli spazi pubblici con opere d'arte piuttosto che opere d'arte collettive,
30:36quindi proprio performance che sempre di più permeano e sono presenti nei nostri spazi,
30:42riusciamo ad avere una qualità urbana molto più diffusa.
30:46ed è proprio una piattaforma culturale l'arte che ha sempre questo risvolto
30:50per cui l'opera d'arte fisica in realtà porta dei benefici del tutto intangibili
30:56ma nella salute si possono misurare.
30:58E quindi a seguire la cascata anche eventi cose eccetera.
31:01Assolutamente sì.
31:03Che sono quelle che permettono…
31:04È tutto molto divertente, sembra assurdo ma in realtà quando è divertente
31:08si riesce anche ad avere una maggiore qualità.
31:11Ce lo stai infatti comunicando benissimo.
31:13Ma in che modo le strategie di placemaking hanno influenzato la progettazione e la gestione quotidiana di Uptown?
31:22Allora, il quartiere di Milano che accoglie… Uptown è l'ingresso sud della manifestazione Expo 2015,
31:31qualcuno lo ricorderà e lì abbiamo attivato, abbiamo progettato e realizzato per prima cosa un parco da 30 ettari,
31:40quindi sono 300 mila metri quadrati di parco, che sta al centro di due ali di residenza.
31:47Quindi la residenza chiaramente è di diverso livello e lì l'arte permea tutte le attività,
31:54nel senso che abbiamo fatto fare dei murales a degli artisti internazionali, milanesi e internazionali
32:02e poi ogni sabato e domenica, appena quando c'è il tempo libero, la proposta ai cittadini e alle cittadine
32:13è proprio quello di laboratori culturali, adulti, bambini.
32:17Negli spazi delle residenze, come si faceva una volta a Milano,
32:22negli spazi comuni e negli appartamenti noi incentiviamo la presenza di arte e quindi abbiamo fatto anche delle opere,
32:29delle performance di arte, di quadri che poi verranno messi negli spazi comuni, quindi nelle hall
32:37e quindi davvero c'è un tema di integrazione di diverse persone che hanno diversa estrazione e diversa storia,
32:47però l'arte, devo dire, ha proprio questo ruolo di armonizzare, di rendere ciascuno a proprio agio, di portare tutte.
32:56Il tutto è sempre condito dalla grande creatività, Valeria.
32:59Eh sì, c'è creatività, pensiero laterale, abbiamo diversi tipi di competenze.
33:06Qual è il grado di soddisfazione degli abitanti secondo te?
33:10Allora, noi abbiamo fatto diverse indagini e anche proprio una campagna di comunicazione.
33:17Perché parliamo proprio di benessere degli abitanti come di salute fino a dieci minuti fa.
33:21Sì, appunto, e abbiamo fatto proprio, tra l'altro abbiamo coinvolto un artista, se proprio vogliamo parlare d'arte,
33:27Mr. Save the Wall, è un artista che ha come opera d'arte l'intervista a delle persone
33:33perché lui sostiene che la maggiore opera d'arte è la vita delle persone.
33:39Quindi abbiamo chiesto di non fare una domanda diretta dicendo qual è la valutazione, qual è il pensiero sulla propria casa,
33:51sul progetto di Uptown e non abbiamo chiesto nessun tipo di domanda diretta piuttosto che di questione preparata.
34:01Ciascuno degli undici abitanti che abbiamo intervistato è uscito con la propria interpretazione del progetto
34:11e io mi prendo in giro i miei colleghi perché mi commuovo sempre, perché hanno tutti espresso un grande apprezzamento
34:20con tutti quelli che sono gli elementi di forza del progetto, quindi la presenza del verde, la connessione autostradale
34:29piuttosto che con i mezzi pubblici, quelli che noi erano gli ingredienti del progetto
34:34ciascuno a suo modo l'ha interpretato e l'hanno apprezzato e quindi c'è per esempio un abitante che ha origini
34:43ha una seconda sede a Lugano in Svizzera, apprezza il fatto di poter scendere e andare a correre quando arriva a Milano
34:51e si trova questo parco meraviglioso e sempre qualità della vita stiamo parlando di questo.
34:58Valeria, invece per concludere, se tu potessi riscrivere una parte di Milano o di un'altra città italiana
35:04quale sceglieresti e come la trasformeresti? Facciamo un esempio di Milano, riesci?
35:08Sì, parliamo di Milano, allora per esempio possiamo parlare, non lo so, per esempio di la Bicocca, molti la conoscono
35:20ecco, la Bicocca ha un po' un limite nel senso che all'interno della progettazione molti isolati
35:27sono stati pensati come delle grandi funzioni separate, l'università, dal teatro, dalla residenza
35:35e questo dà un effetto un po' render, un po' etereo, un po' astratto di tutto il quartiere.
35:41In realtà se noi potessimo integrare gli spazi pubblici intanto con un po' più di verde e poi…
35:47Perché è un po' mattonesca, è un po' è vero.
35:50È mattonesca e poi soprattutto nell'arco della giornata ci sono sicuramente gli studenti, gli abitanti
35:57però in tutto questo non c'è mai commistione.
36:00Esatto.
36:01Già i romani se ne erano accorti che occorreva mettere gli strati sovrapposti in modo da creare integrazione e sovrapposizione
36:10per cui già lì potendo lavorare sui piani terra degli edifici, mettendo i negozi per esempio un po' più diffusi,
36:19il verde un po' più diffuso, insomma lavorando un po' sull'integrazione…
36:24Ogni volta che un medico sto pensando mentre ti ascolto Valeria parla con un urbanista, un architetto
36:28c'è sempre sentito difficoltà perché siete effettivamente molto più intelligenti.
36:32Non è vero, non è vero.
36:34Ma io invece Marco ti devo dire che questo tema della placemaking è poco apprezzato
36:41o comunque ancora poco conosciuto dai miei colleghi perché di fatto si rischia di avere sempre e solo
36:47la soluzione dell'architettura come…
36:49Che però non è la stessa cosa.
36:51Che invece no perché l'architettura è uno degli elementi.
36:54Ma adesso grazie a te l'abbiamo capito.
36:56Grazie, ce la possiamo fare anche in Italia.
36:58Grazie Valeria, sei stata un'ospite fantastica.
37:00Grazie.
37:01Grazie veramente.
37:02Con Valeria Lorenzelli della sua simpaticissima intervista chiudiamo la puntata di oggi
37:06in Medicina Top nella quale gli argomenti sono stati vari, abbiamo parlato di artrite e artrosi
37:12con il professor Selmi di ricostruzione mammaria e quindi tumori mammari con il nostro amico il professor Ressa di Bari
37:19e concludendo con Valeria Lorenzelli, famoso architetto urbanista del placemaking che è un tema veramente importante
37:26e assolutamente correlato a salute e benessere.
37:29Quindi un saluto a tutti da Marco Klinger e appuntamento alla prossima.
37:33Grazie a tutti.

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