La sfilata di Louis Vuitton chiude la Paris Fashion Week Primavera-Estate 2025, e con essa il mese della moda. Nicolas Ghesquière, al timone creativo della Maison da 10 anni (ha cominciato nel marzo 2014), chiama i rinforzi per celebrare l'importante traguardo: in primis, uno stuolo di bauli da viaggio griffati, simbolo di un'era. Accostati l'un l'altro come mattoncini, formano l'originale passerella su cui le modelle incedono sulle note di Jamie XX.
[idarticle id="2411547" title="Promossi o bocciati? I look In e Out dalla Paris Fashion Week PE 2025"] Louis Vuitton SS25, la sfilata sui bauli Un simbolo dell'heritage della casa di moda, dalla funzione più che chiara: tenere al sicuro gli oggetti di valore. In questo caso, sarebbe meglio dire "sorreggere" senza sforzo alcuno una collezione preziosa, delicata e leggera, composta da pezzi scultorei e allo stesso tempo aggraziati, all'insegna del Soft Power. Le giacche rinascimentali tanto care al designer, cresciuto tra i castelli della Nuova Acquitania, si dotano di maniche vaporose e femminili e spaziano con i materiali, dal tweed al tessuto tecnico.
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[idarticle id="2403444" title="Ritorno a Parigi. Il calendario della Paris Fashion Week Primavera-Estate 2025"] Delicatezza e potere Lo spunto athleisure, da sempre una cifra stilistica di Ghesquière, è sottolineato dall'abbinamento delle giacche tailoring elaborate con i biker shorts da ciclista. Mantelle e lunghi abiti asimmetrici e scenografici si alternano a blouson modello "blusa" e pantaloni ritagliati a una gamba sola. Il tulle dei micro dress a tubino è ricamato con maxi gemme, un velo che doppiato si trasforma in cardigan e micro dress iper femminili. Da indossare sul lupetto grafico (alla collezione Primavera-Estate 2025 ha collaborato anche l'artista concettuale francese Laurent Grasso).
[caption id="attachment_2416821" align="aligncenter" width="683"] Un look di Louis Vuitton PE25 (Photo: Spotlight Launchmetrics).[/caption]
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I dettagli di cinque dipinti della serie Studies into the Past, riprodotti a mo' di stampe, si stagliano su vestitini frou frou, maxi trench, corti chemisier da giorno e maxi t-shirt di seta dal collo alla coreana. Per la sera (e il red carpet?) tute tutte d'un pezzo con incroci e pettorine di cristalli. Nel comparto accessori, collane di petali si uniscono a catene e dettagli metallici.
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Tra le borse must-have, il marsupio Damier che si porta anche a spalla, ma anche il baule per eccellenza, lo Speedy da città, rivisitato per l'occasione. E poi la travel bag Greenwich, la Petite malle introdotta proprio da Ghesquière al suo arrivo 10 anni fa e il nuovo modello Rider. Anche le scarpe massicce, composte da maxi fibbie, richiamano l'insolito catwalk. Dettagli dalla delicatezza spigolosa, per un guardaroba energico e vibrante.